Truffe dei finti avvocati e marescialli, beccati padre e figlio napoletani. NOMI

Nella mattinata odierna, è stata notificata l’ordinanza con la quale il Gip presso il Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio De Martino, nato a Napoli il 10.06.1950, e del figlio Vincenzo, nato a Napoli il 29.07.1975, già detenuti nella Casa di Reclusione di Poggio Reale, in quanto gravemente indiziati di tre episodi di truffa aggravata commessi in danno di persone ultrasessantacinquenni residenti nel capoluogo.

L’attività investigativa, svolta dalla Squadra Mobile di Siracusa, su direttive del sostituto procuratore Gaetano Bono e con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio Scavone, è stata avviata a seguito di una serie di truffe, avvenute nel capoluogo aretuseo tra i mesi di agosto e dicembre 2018, in danno di donne anziane, note come “truffe del finto avvocato” e accomunate dal medesimo modus operandi.
Secondo il predetto schema delittuoso, le vittime venivano contattate telefonicamente da un soggetto, che si qualificava come “avvocato” o “maresciallo dei carabinieri” e che riferiva che un loro parente, di solito il figlio o il nipote, si trovava in stato di fermo, per aver causato un grave incidente stradale. I truffatori, tuttavia, paventavano la possibilità di evitare il carcere al loro congiunto, grazie al pagamento immediato di una somma di denaro, che oscillava tra i 5 mila e gli 8 mila euro, e che il “finto avvocato” riscuoteva personalmente, presentandosi a casa delle vittime poche ore dopo.

Decisiva, dunque, per carpire la buona fede del malcapitato di turno, era la perfetta conoscenza dei nominativi e delle abitudini dei familiari delle vittime.

La complessa attività di indagine, basata sulla analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, delle celle telefoniche e dei transiti stradali, ha di permesso di acquisire gravi indizi in relazione a tre distinti episodi, nel corso dei quali i due indagati sarebbero riusciti a farsi consegnare dalle vittime denaro e oggetti preziosi per un valore di oltre 10 mila euro.

Padre e figlio, entrambi napoletani, sarebbero giunti in Sicilia con autovetture prese a noleggio e avrebbero alloggiato in alberghi siti in rinomate località turistiche, per poi muoversi nelle diverse province siciliane e perpetrare le loro truffe.

A fini di completezza, deve segnalarsi che i De Martino erano già balzati agli onori della cronaca poche settimane fa, quando erano stati colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa per analoghe fattispecie delittuose realizzate in quella provincia.