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domenica, Luglio 14, 2024
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Uccisa la fidanzatina 16enne, niente semilibertà per il killer. La mamma della vittima: “Non lo perdonerò mai”

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Dopo aver confessato di essere l’assassino della sua ex fidanzata, Noemi Durini, Lucio Marzo, sottoposto a processo ha ricevuto come condanna 18 anni e 8 mesi di reclusione per l’omicidio commesso. Smentita l’ipotesi di semilibertà.

Sviluppi nell’omicidio di Noemi Durini

Dai primi processi che segnarono l’acclarata colpevolezza di Lucio Marzo, sembravano materializzarsi nuovi sviluppi, in particolare la possibilità di attribuirgli la semilibertà. Alla fine, però, le fonti in merito a questa notizia, provenienti dalla famiglia Marzo, non hanno seguito alcun risvolto concreto. Al contrario, a Lucio Marzo, artefice dell’omicidio dell’ ex fidanzata 16enne Noemi Durini, quando anche lui era minorenne, è stata violata qualsiasi agevolazione.

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L’avvocato Valentina Presicce, legale della famiglia di Imma Izzo, mamma della ragazza uccisa, ha conosciuto il reale stato di detenzione del giovane dal Tribunale di sorveglianza per i minorenni di Milano e dall’Ufficio matricola del carcere di Bollate dove Marzo è detenuto. Marzo inizialmente era detenuto in Sardegna ma, a causa di un’infrazione, venne trasferito a Bollate. Secondo Irene Testa, Lucio Marzo è indubbiamente un ragazzo che ha sbagliato ma che in fondo, adesso: “sta pagando le sue colpe”. Dichiarazione avvalorata questa, dai dati positivi scaturiti dal percorso di reinserimento.

Le parole della mamma di Noemi

L’omicidio compiuto da Lucio Marzo il 3 settembre 2017, avvenne quando i due erano ancora minorenni. Dopo aver ucciso l’ex fidanzata, il giovane aveva poi occultato il corpo sotto un cumulo di pietre nelle campagne di Castrignano del Capo (Lecce), facendolo trovare 10 giorni dopo. Si tratta di un omicidio volontario, premeditato e pluriaggravato. La condanna gli impone 18 anni e 8 mesi di reclusione, dopo la sentenza, difficili da dimenticare le parole della mamma di Noemi: “in aula ci siamo incrociati con gli occhi (riferendosi a Lucio Marzo) lui però ha subito abbassato lo sguardo. Non lo perdonerò mai, ha tolto a mia figlia il bene più grande: la vita“.

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