Ucciso per un tatuaggio, rinvio dell’udienza per l’omicidio di Gianluca Cimminiello

Ancora un mese per poter ridare giustizia a Gianluca. Poco piú di venti giorni: è quanto dovranno aspettare i familiari e amici di Gianluca Cimminiello, vittima innocente di camorra, ucciso a Casavatore il 2 febbraio del 2010 dinnanzi al suo negozio, Zendark tatoo. Ucciso su ordine degli scissionisti perchè Gianluca aveva reagito ad un pestaggio per aver pubblicato sui social una foto, un fotomontaggio nel quale sembrava che tatuasse il calciatore Lavezzi. Uno dei suoi concorrenti ‘il cubano’ per gelosia si era cosi rivolto ai clan e in una prima spedizione punitiva ad avere la peggio era stato il nipote del boss Cesare Pagano. Da lí la decisione di ‘punire’ Gianluca. Stamattina ennesimo rinvio per il processo d’appello che vede alla sbarra il boss scissionista Arcangelo Abete in veste di mandante e Raffaele Aprea come esecutore materiale. Tutto rinviato al prossimo 17 marzo. L’udienza fissata per stamattina (IV sezione) è stata spostata a causa dell’indisponibilità per febbre di uno dei giudici popolari. Aprea e il boss dei Sette Palazzi Abete avevano già rimediato l’ergastolo nel primo processo di primo grado conclusosi nel giugno 2018.

L’altro componente del commando di morte, Vincenzo Russo, è già stato condannato al carcere a vita. Tra meno di un mese sarà compiuto un altro passo in direzione della giustizia. Nel nome di coloro che volevano bene a Gianluca, nel nome dei suoi familiari e nel nome della sorella di Gianluca, Susy, che con la sua determinazione da sempre combatte affinchè ai responsabili sia garantito il massimo della pena.