“Fermati o ti sfondiamo la testa”, così gli ultras del Napoli fecero l’agguato ai romanisti

I destinatari delle misure cautelari in carcere sono Carmine Cacciapuoti, Diego Infante, Carmine Della Cerra, quest’ultimo leader del gruppo Masseria; arresti domiciliari, invece, per Michele Palladino e Antonio Rega.

Cinque ultras del Napoli, ritenuti responsabili di avere pianificato e portato a termine, lo scorso 5 aprile, una spedizione punitiva contro alcuni tifosi della Roma atterrati a Napoli Capodichino dopo avere assistito alla partita di Champions League Barcellona-Roma, sono stati arrestati ieri dalla Digos della Questura di Napoli con l’accusa, in concorso, di rapina, lesioni aggravate, minacce e danneggiamento.  Gli ultras avrebbero teso un agguato ai giallorossi che, dopo aver lasciato l’aeroporto di Capodichino con un furgone noleggiato, furono inseguiti e aggrediti lungo corso Secondigliano.

Le fasi del drammatico assalto sono state ricostruite dalla Digos di Napoli. Gli agenti della sezione «Tifoseria» della Questura sono giunti all’identificazione dei responsabili grazie a una scrupolosa indagine basata sulle testimonianze delle vittime, ma soprattutto grazie ad alcune immagini dei sistemi di videosorveglianza e – soprattutto – alle intercettazioni delle utenze telefoniche in uso agli indagati.
L’agguato ai tifosi della Roma “era stato giurato” dopo la morte di Ciro Esposito. Il primo novembre di 4 anni  in occasione del match tra Napoli e Roma in una delle curve dello stadio San Paolo comparve questo striscione: “Ogni parola è vana… se occasione ci sarà non avremo pietà”.
 I destinatari delle misure cautelari in carcere sono Carmine Cacciapuoti, Diego Infante, Carmine Della Cerra, quest’ultimo leader del gruppo Masseria; arresti domiciliari, invece, per Michele Palladino e Antonio Rega.
Il Van partito da Capodichino fu bloccato in corso Secondigliano. Uno scooter si mise
davanti al veicolo, mentre il commando batteva con pugni e calci contro i vetri gridando all’indirizzo del conducente: “Fermati, altrimenti ti sfondiamo la testa”. Una volta a bordo, si scatenò la violenza. “Ho sfogato malamente nel furgone”, dice Infante. E racconta di aver apostrofato così i romanisti: “Non ti accoltello perché non tengo niente addosso, dici a quelli là a Roma che vi dobbiamo sfondare la testa”. Quindi conclude: “Gli abbiamo tolto tutto quanto di dosso”. I colloqui sono stati intercettati nell’ambito del fascicolo aperto dopo un altro caso di violenza ultras, gli scontri con la polizia avvenuti il 6 gennaio nella zona della stazione Centrale, all’arrivo di un gruppo di tifosi del Verona. Gli ultras napoletani avevano in mente di aggredire nuovamente i romanisti, affrontandoli alla stazione ferroviaria di Afragola: “Me li vado a prendere un’altra volta. Non hanno capito questi con chi hanno a che fare. Io sclero, io non sto bene con la testa”.