Il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, torna sul V-Day in Istituto: «Ci siamo svegliati oggi più sereni e più ottimisti: abbiamo il primo vaccino, ne abbiamo somministrati 139 e stanno tutti benissimo. Oggi però non è il tempo di rilassarsi né di ricercare o costruire storie o personaggi. Non abbiamo eroi o angeli, ma operatori che fanno il proprio dovere fino in fondo nella quotidianità e che hanno voluto dare la loro testimonianza d’amore per loro stessi, per i loro cari, per i pazienti, per il Paese. Continuiamo a lavorare perché la strada, ora in leggera discesa, è comunque ancora tutta da percorrere fino alla fine. Vinceremo, ma guai a distrarsi!». Così in un post su Facebook.

«La notte precedente il 27 dicembre, come tutte le vigilie importanti, è stata lunghissima e insonne – sottolinea Vaia. Mi è passato davanti tutto il film di questi 11 lunghissimi e duri mesi. Dalla coppia cinese al “non abbiate paura”, dal giovane italiano proveniente dalla Cina al “non abbassiamo la guardia”, dai canti sui balconi alla depressione di massa. Dalle spiagge e dalle discoteche prese d’assalto ai cattivi maestri che si lanciavano in dubbie esercitazioni sulla sconfitta prematura del virus, causa caldo. Dalla paura e dallo sconforto all’invito a rendersi attivamente partecipi, dentro una logica corale di sistema Paese».

Vaccino Pfizer, secondo carico in Italia entro domani

Arriva entro domani in Italia il secondo carico delle 450mila dosi del vaccino Pfizer in partenza in queste ore dal Belgio. A quanto si apprende non si esclude che, anche a seconda delle difficoltà di raggiungimento dei vari territori e delle attuali condizioni meterologiche, in alcune regioni le dosi possano arrivare anche dopodomani. La Pfizer, che consegnerà con i propri mezzi i vaccini in 300 punti sparsi sul territorio avrebbe garantito, secondo quanto si apprende, che per l’Italia non c’è alcun ritardo e il piano di consegna andrà avanti come previsto.

Prefetti e Comitati provinciali per l’ordine pubblico entreranno a breve in campo per la copertura dei servizi di sorveglianza e di scorta dei vaccini nei vari territori – da parte delle forze dell’ordine. Per la fase di distribuzione delle dosi una volta uscite dagli hub militari. E’ quanto si apprende in merito ai servizi di sicurezza per la consegna e la conservazione delle dosi nei 300 presidi sanitari. I Prefetti saranno dunque coivolti per la modulazione dei servizi nelle sedi dei vari Comitati provinciali.

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