Terza dose di vaccino e durata dell'immunità, le ipotesi degli scienziati
Foto di repertorio

A fine settembre sarà vaccinato l’80% degli italiani. Quindi è arrivato il momento di cominciare a pensare al superamento della gestione emergenziale della pandemia. Si passerà dai grandi hub ad un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie, anche in vista della possibilità di dover procedere ad una terza dose per far fronte alle varianti del Covid.

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%).  Oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l’autunno.

NUOVA STRATEGIA SUL VACCINO

Con l’autunno servirà una nuova strategia. Che parta dal superamento della gestione emergenziale della pandemia. La “poderosa e complessa” macchina della struttura commissariale che sta gestendo la vaccinazione di massa è stata ed è uno strumento “efficace e straordinario”, dice Figliuolo. Ma questa macchina “nei prossimi mesi deve condurre gradualmente”, a una gestione ordinaria delle attività sanitarie da parte delle amministrazioni centrali e locali competenti.

Tutti gli interventi, le scelte e le decisioni prese dal Commissario nel periodo “più critico e buio” dovranno tornare in mano alle strutture dello Stato che hanno competenza in materia. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. Sarà comunque il governo a decidere entro il 31 luglio, quando dovrà stabilire se varare un nuovo stato d’emergenza e per quanto, attraverso un passaggio parlamentare.

COME CAMBIERANNO LE VACCINAZIONI

La gestione ordinaria si porta dietro anche il superamento degli hub. Ci sarà, in sostanza, un “graduale ma necessario” passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata ad un sistema di “vaccinazioni delocalizzate. Questo dovrà essere molto più capillare e prossimo ai cittadini”, utilizzando medici di famiglia, pediatri e farmacie. L’obiettivo è completare l’immunizzazione dei fragili e degli over 60 non ancora intercettati e che potranno a quel punto essere raggiunti a domicilio. Ma l’ordinarietà va considerata anche alla luce della possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l’immunità abbia una durata di circa un anno. Quindi, è necessario “organizzarci per i richiami” dice il generale che proprio oggi ha avuto una riunione con ministero della Salute e Protezione Civile.

LA NUOVA FASE

Si dovrà organizzare e gestire questa nuova fase, anche alla luce delle varianti che continuano a mutare il virus. Fondamentale su questo aspetto sarà il ruolo dell’Istituto superiore di Sanità. Infatti a breve avvierà un progetto di tracciamento e sequenziamento che abbia un valore scientifico tale da continuare a studiare come circola il virus e come si evolve.

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