Elezioni Giugliano. Risso il ribelle: “No alle strategie politiche, nel M5S hanno sbagliato tutti”

Intervista a Vincenzo Risso

“Le strategie politiche non mi interessano, sono stato contattato da quasi tutti gli schieramenti ma al momento non so ancora se mi candiderò alle prossime elezioni amministrative”. A parlare è Vincenzo Risso, ex consigliere comunale del M5S che rassegnò le dimissioni nel novembre del 2018 in protesta con i vertici del Movimento (leggi qui la sua lettera di dimissioni). Eletto nelle elezioni Amministrative del 2015 con 639 preferenze, poi al suo posto è subentrato Salvatore Pezzella con 614 voti, Risso è corteggiatissimo, da destra e sinistra. La sua intenzione, però, non è quella di candidarsi a tutti i costi ma solo se riuscirà a trovare un progetto che abbia la fascia costiera al centro del programma e che dia a tutti i componenti della coalizione lo stesso peso nella realizzazione del programma elettorale. “Ho incontrato diversi esponenti politici in questi giorni, altri li incontrerò nelle prossime settimane. Molti hanno capito i motivi delle mie dimissioni e questo mi fa piacere. Proprio per questo motivo non voglio fare gli stessi errori ed essere chiaro fin da subito”. Si è parlato di incontri per costruire una grande coalizione civica. Risso non smentisce ma tiene a chiarire un concetto: “Le strategie politiche e le poltrone non interessano” – sottolinea.” Già l’ho dimostrato facendo un passo indietro. Non mi interessano le bandiere ma poter fare cose che possano migliorare la vivibilità della fascia costiera. Se devo sottrarre tempo alla mia vita privata lo devo fare per una giusta causa, non per perdere tempo dietro beghe politiche”. Quindi quali sono le percentuali di una candidatura? “Al momento sono indeciso, ho il 50% di possibilità di far parte attivamente della tornata elettorale, vedremo”. 

Facendo un tuffo nel passato, Risso parla anche del suo rapporto con M5S, dei motivi che lo portarono a dimettersi e della situazione attuale con la compagine grillina. “In una lettera spiegai cosa mi spinse a dimettermi. Ero deluso e amareggiato per come era stata gestita una certa situazione a livello locale, anzi per come non era stata gestita. Chi doveva interessarsi a riappacificare il movimento invece se n’è lavato le mani. Non mi sentivo più ben accetto e per questo decisi di andare via. Una scelta sofferta, certamente, ma che rifarei”, sottolinea l’attivista della fascia costiera. Un possibile ritorno nel Movimento? “Essendo dimissionario il regolamento prevede che non possa candidarmi più col M5S. Vado avanti per la mia strada”.

Risso e il Movimento 5 Stelle

Un rapporto di amore e odio quello tra il M5S e Risso che si è concluso non nel migliore dei modi. “Quando decisi di dimettermi avvisai Nicola Palma, Salvatore Micillo e la senatrice Castellone. Nicola cercò di farmi cambiare idea più volte, mentre dagli altri ebbi solo qualche messaggio su WhatsApp e nulla più. Sapevano qual era il giorno e l’ora in cui sarei andato protocollare le dimissioni. Anche in quel caso mi lasciarono solo”. 

Dal giorno delle dimissioni di Risso, nel Movimento 5 Stelle di Giugliano si sono moltiplicati gli scontri tra varie fazioni e le polemiche. Prima la diatriba Palma-Pezzella, poi la riappacificazione. Infine l’esclusione di Palma dalle elezioni regionali e i conseguenti attacchi ai vertici e al candidato prescelto Antonio Pennacchio. Una situazione che secondo Risso si poteva evitare: “C’è stata una gestione sbagliata da parte di tutti, sia a livello locale che dei vertici. Bastava sedersi attorno ad un tavolo e mettersi d’accordo – precisa Risso – invece ognuno ha fatto di testa propria. Avvisai Nicola Palma, con cui ho condiviso 3 anni di proficua consiliatura, che non c’erano più le condizioni per andare avanti, che il Movimento era diventato altro rispetto al giorno in cui decidemmo di candidarci. Gli dissi che avremmo dovuto dimetterci entrambi per dare un segnale forte. Lui però ha scelto un’altra strategia. Meritava di essere candidato alle regionali, ma si è fatto fregare. Come ha fatto a fare finta di niente quando fino a pochi giorni prima aveva detto peste e corna di Pezzella e viceversa? Lo avevo avvisato ma non mi ha voluto ascoltare. Ora purtroppo ne paga le conseguenze. Io ho fatto un’altra scelta, ma nessuno mi dica che ho tradito il movimento. Sono stati loro a tradire me”. 

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