di ROBERTO FUSCIELLO
– Il problema dei rifiuti a Giugliano ritorna a farsi sentire, e questa volta lo fa con un avvenimento che ha tutte le caratteristiche del “giallo”. Un grande fossato di 25000 mq per una profondità di circa 12 metri è stato scoperto in località “Masseria del Pozzo”. La notizia giunge nei giorni in cui a Napoli si discute per far si che diventi ordinanza un protocollo d’intesa presentato al Commissario delegato per l’Emergenza Rifiuti dal coordinamento dei comuni di Parete, Lusciano e Trentola e dal coordinamento dei comitati ambientali “Aria Pulita” di Parete e “Ponte Riccio” e “Giugliano per la vita” del comune di Giugliano e che chiedeva appunto il risanamento ambientale della area compresa tra le località Ponte Riccio, Tre Ponti, via S. Maria a Cubito, via S. Francesco a Patria.
Un grande fossato scavato dai soliti ignoti che desta enorme preoccupazione per il fatto che potrebbe, come è successo in passato, diventare un ottima allocazione per scarichi di rifiuti di ogni genere. È questa la preoccupazione maggiore, che in un quell’area di Giugliano, già simbolo dello scempio ambientale, in quella vasta zona che segna il confine tra la provincia di Napoli e di Caserta tristemente famosa per essere la terra di nessuno, possa nascere un ulteriore discarica abusiva che non farebbe altro che aggiungersi alle innumerevoli altre. Le istituzioni interpellate e responsabili di quel territorio sono rimaste stupite allo stesso modo dei cittadini del luogo, mostrando il loro dissenso e negando fermamente di esserne a conoscenza o di aver mai firmato un autorizzazione affinché quell’enorme quantità di terra venisse asportata. Ma chi è stato a scavare quell’immenso fossato? e soprattutto per quale motivo?
Dalla conferenza stampa tenuta presso il comune di Parete nella sala consiliare è emerso che con tutta probabilità si tratti di un privato, ma le prime indiscrezioni e soprattutto la pesante dichiarazione di Tilde Adamo, presidente dell’associazione “Ponte Riccio” sposterebbero le responsabilità dell’accaduto sulla Fibe. Adamo ha infatti dichiarato di aver visto di persona un operaio della società suddetta estrarre terreno dal fossato in questione, e questi avrebbe giustificato la sua azione dicendo di essere intenzionato a cercare pozzolana ad una profondità che, razionalmente parlando fa pensare di più al petrolio!
“Siamo molto amareggiati perché ci rendiamo conto di lottare contro qualcosa che è più grande di noi- ha dichiarato Pietro Volpe, sindaco di Parete e coordinatore dei sindaci dei paesi suddetti- quest’avvenimento che sembra essere opera di qualche privato, denota innanzitutto una mancanza di controllo in quella zona, tuttavia ciò non ci deve scoraggiare, ma al contrario dobbiamo essere tutti uniti e lottare insieme con un esemplare serie di proteste”. Bisogna ripristinare subito lo stato dei luoghi invece per il comitato “Giugliano per la Vita”, riempire quel fosso evitando così il rischio che possa trasformarsi in un futuro non troppo lontano in una nuova discarica. Un ripristino però, che se mai avverrà, fa notare il sindaco Volpe, dovrà avvenire alla luce del giorno e soprattutto sotto la stretta sorveglianza dell’ufficio tecnico del comune per evitare ogni minima possibilità di riversamenti illegali. Argomento ripreso anche dall’assessore comunale Nicola Tessitore che ha dimostrato inoltre la propria preoccupazione per il futuro in quanto, come ha affermato, in meno di 4 anni la provincia di Caserta, sarà sommersa dalle “ecoballe”. Anche il WWF Campania scende in campo. Il presidente Alessandro Gatto oltre a dichiarare la solidarietà e la disponibilità dell’associazione che rappresenta per quanto riguarda proteste e mobilitazioni di massa, ha allargato un po’il discorso dichiarando che bisogna portare il problema al più presto in regione e ricordando che la raccolta differenziata dei rifiuti potrebbe, in periodi di degrado come quelli odierni, alleviare un po’ i danni ecologici.
Intanto comunque, mentre le associazioni ambientaliste e il sindaco Volpe preannunciano una serie di proteste che vanno dal presidio del “luogo del reato” 24 ore su 24 a cortei e mobilitazioni di massa, il comune di Giugliano, per motivi apparentemente burocratici, non ha apposto nemmeno i dovuti sigilli. La paura ,giustificata peraltro, che il fossato in questione possa diventare presto una discarica abusiva è alta in quanto come non ci si è accorti che qualcuno lo stava scavando, probabilmente non ci si accorgerà nemmeno se qualcuno lo utilizzerà. Le domande restano tutte senza risposta. E a Parete, a Giugliano e in altri paesi dell’agro aversano come Casal di Principe e Casepesenna sono in costante aumento le morti per tumori. Dopo il danno la beffa.
SETTE GIORNI (settimanale di informazione e cultura di Caserta) 8 marzo 2003
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