La denuncia del subcommissario Facchi: la ditta di Qualiano riceve residui speciali dal Veneto e li spaccia per inerti.
QUALIANO – Smaltisce rifiuti pericolosi spacciandoli per inerti. Un’azienda di Qualiano, la Igema, è finita nel mirino del Commissariato di Governo per l’emergenza dei rifiuti in Campania. La ditta riceve rifiuti “speciali” da fuori Regione, che però tratta al pari del pattume catalogato come “inerte”, ossia scarti della lavorazione edilizia, ceramiche ecc… A denunciarlo è il subcommmissario Giulio Facchi, intervenendo alla tavola rotonda organizzata nell’ambito del seminario “Riequilibrio del territorio e potenziamento dei servizi ambientali: da discarica sofferta a distretto industriale”, svoltosi ieri a Giugliano.
LA TRUFFA – “Ho scoperto che la Igema riceve rifiuti dalla società Nuova Esa del Veneto – ha detto Facchi – che è una delle società italiane che produce il rifiuto peggiore, in quanto tratta e macina fusti contenenti morti di verniciatura, solventi ed altro materiale tossico”. Insomma: sulla carta i rifiuti importati dal Veneto risultano essere calcinacci, nei fatti sono altamente nocivi.
“Il mercato degli inerti – ha poi aggiunto il subcommissario – è uno dei più poveri nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Il trattamento di questi materiali è assai costoso e poco redditizio: gli scarti edilizi sono infatti voluminosi e il trasporto risulta particolarmente caro. Se una ditta di Qualiano importa inerti addirittura dal Veneto, è chiaro che qualcosa non va”. Il vice di Bassolino – che ha anche trasmesso un esposto alla Procura della Repubblica sul caso – ha poi espresso “profonda preoccupazione” per la destinazione finale di questi rifiuti. “I prodotti importati dalla Nuova Esa, che sono tutto fuorché inerti, potrebbero finire nelle cave o nel cemento” ha detto.
IL CASO –
Facchi ha poi chiarito come sono andate le cose circa il sequestro di una discarica a Giugliano, tre settimane fa. “La discarica, di nome Magest, smaltiva gli scarti dei rifiuti stabilizzati provenienti da Milano – ha spiegato – . Sulla carta, i rifiuti risultavo essere trattati a Trentola Ducenta: in realtà finivano tutti alla Magest, priva di permessi”. Il fiume non metaforico di veleni si disperdeva facilmente in un rivolo di bolle di accompagnamento e ricevute false. I rifiuti, alla fine, finivano tutti a Giugliano.
L’EMERGENZA –
I due casi distinti confermano l’esistenza di un accordo criminale per trasformare la Campania in un’immensa discarica di rifiuti tossici. La cartina del rifiuto fuorilegge vede nei Comuni del Giuglianese, del Nolano e dell’Aversano le mete preferite delle centinaia di camion che hanno trasformato l’Italia in un’unica, lunga autostrada della spazzatura.


