Licenze edilizie ai clan di Marano: l’accusa di corruzione fu avanzata dal pm dell’Antimafia
di AMADEO PUGLIESE
MARANO –
È fissata per questa mattina presso la XI sezione penale del Tribunale di Napoli, la prima udienza del processo al sindaco di Marano, Mauro Bertini. L’accusa di «corruzione in atti conformi ai doveri d’ufficio» fu avanzata dal Pm dell’antimafia Giuseppe Borrelli e accolta dal Giudice per le udienze preliminari Umberto Antico, lo scorso 9 Dicembre, che stabilì il rinvio a giudizio a carico del primo cittadino.
Bertini, in sostanza, è accusato di aver compiuto atti conformi alla propria funzione di sindaco, che però avrebbero favorito alcune famiglie di clan locali, attraverso concessioni edilizie e licenze. Sono tre gli eventi incriminati su cui si è concentrato il Pm per formulare l’accusa di corruzione: il rilascio di una licenza per l’installazione di videogames in una sala giochi; una concessione edilizia per l’installazione di un gazebo dinanzi a un bar di via Falcone (peraltro mai rilasciata); infine, la preparazione pilotata di un capitolato d’appalto per la costruzione di una piscina comunale in via Che Guevara, con il fine di favorire alcuni imprenditori locali. Il processo si celebra a quasi quattro anni di distanza dall’inizio della vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sindaco di Marano. Tutto è partito dalle dichiarazioni di un pentito di camorra, Massimo Tipaldi (legato al clan Nuvoletta) che aveva indicato Bertini come il referente istituzionale del clan sul territorio. Da qui le indagini de i Carabinieri e della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Subito scattò un primo avviso di garanzia (21 Giugno 1999) per il primo cittadino, indagato con il 416 bis per «concorso esterno in associazione camorristica». Più volte, nel corso di questi anni, il Comune è stato perquisito dagli inquirenti, così come pure la sede della Comunità artigiana, presieduta da Bertini, e la sua abitazione. Dopo migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e controlli a 360 gradi sulla vita pubblica e privata di Bertini, gli inquirenti hanno chiuso l’attività investigativa cancellando l’imputazione di concorso esterno in associazione camorristica e aprendo un procedimento con un’accusa, meno pesante, di corruzione per atti conformi ai doveri d’ufficio.
L’inizio delle udienze, che vede coinvolto oltre il sindaco, l’ imprenditore locale Gennaro D’Anania (presunto corruttore di Bertini), arriva in un periodo poco felice per la città, che nelle ultime settimane si è trovata al centro di gravi episodi di cronaca giudiziaria: prima il tritolo che fece esplodere l’automobile di un vigile urbano nel cortile antistante oil Comando di Polizia Municipale; poi l’arresto di un consigliere comunale d’opposizione, trovato in compagnia di un boss di Secondigliano, nel corso di un blitz della Polizia; infine, pochi giorni fa, una molotov ha disintegrato gli scooter utilizzati dai portalettere.
Invitato a esprimere un parere sull’imminente processo, Mauro Bertini esprime fiducia nei confronti dei magistrati e dice: «Spero si concluda tutto al più presto e nel miglior modo possibile, così da dissipare i dubbi che io possa essere legato in qualche modo alla malavita locale». Solidarietà è stata espressa anche da tutti i consiglieri di opposizione, che più volte hanno auspicato una piena assoluzione per il sindaco
MATTINO – 25 MARZO 2003
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