BOSCOTRECASE – «Vieni fuori, dobbiamo parlarti», poche parole, una trappola mortale. Appena Angelo Ismaldi, 23 anni, pregiudicato agli arresti domiciliari, è uscito dal suo appartamento di via Napolano a Boscotrecase, ed è arrivato nel cortile, i killer gli hano sparato due colpi calibro 7 e 65 alla testa. Il ragazzo è morto sul colpo e i killer, fatto inquietante, gli hanno lanciato addosso una cartolina e un fascio di fiori. Il fatto poco dopo le diciannove in uno dei vicoli alle spalle della chiesa parrocchiale di Sant’Anna, nel centro del paese.
Il rumore secco dei colpi ha richiamato il padre del ragazzo, Alfonso, che uscito sull’uscio ha visto il corpo del figlio riverso in terra, ha lanciato un urlo ed è corso verso il corpo ormai senza vita. I vicini di casa, intanto, hanno chiamato i vigili urbani che si trovavano a pochi metri, nella piazzetta Sant’Anna. Questi sono subito accorsi e hanno avvertito i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata che sono arrivati dopo pochi minuti.
Hanno trovato Alfonso Ismaldi che, disperato, in lacrime, gridava: «Adesso dovete dirmi chi ha ucciso mio figlio, chi ha fatto questo al mio ragazzo».
Angelo Ismaldi, su disposizione del Tribunale di Nocera Inferiore. era agli arresti domiciliari dal 21 ottobre scorso. Il giorno precedente, il giovane era stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di porto e detenzione di armi. Aveva già alle spalle una lunga serie di precedenti. Il delitto è di chiara impronta camorristica, ma gli inquirenti stanno esaminando tante e diverse piste. Una cosa sola sembra certa: Ismaldi doveva conoscere i suoi assassini e questi sono riusciti a stanarlo proprio perchè il ragazzo si fidava di loro.
I fiori e la cartolina sono sembrano un avvertimento, un messaggio diretto a qualcuno vicino al giovane. Gli inquirenti non hanno rivelato se sulla cartolina vi fossero messaggi. Secondo i carabinieri che sono al lavoro, Ismaldi era un pregiudicato di non grande spicco e non è ancora chiaro se appartenesse in maniera organica a un clan. Gli inquirenti hanno interrogato i vicini di casa, via Napolano è uno dei vicoli che si affastellano alle spalle della chiesa di Sant’Anna e sul cortile dove è avvenuto il delitto si affacciano numerosi appartamenti quindi la sparatoria è avvenuta sotto gli occhi di numerosi testimoni, ma per il momento, nessuno ha fornito informazioni rilevanti.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

