L’ASSESSORE TUFANO REPLICA AL MINISTRO ALEMANNO: CONTROLLI TEMPESTIVI
Valori oltre la soglia d’allarme in due aree del Casertano trasformate in discarica
di NANDO SANTONASTASO
Da Marcianise a Maddaloni passando per Caivano: la topografia del rischio, quella che i tecnici chiamano la «mappatura dei tassi di inquinamento da diossina», si arricchisce di conferme. Dal check up dei tecnici nei territori di Maddaloni e Valle di Maddaloni, le due aree dalle quali è partito il primo allarme e dove furono eseguiti i primi sequestri di ovini e derivati caseari, emergono valori superiori alla soglia di allarme (concentrazioni di 5-8 picogrammi rispetto al limite massimo consentito di 3). Conferme, appunto: perché le due zone erano già state perimetrate e messe «sotto controllo diretto». La prima si estende in località Calabricito, a cavallo dell’A30 e lungo il confine della centrale elettrica Turbogas dell’Enel; la seconda a Valle di Maddaloni, nei pressi della stazione ferroviaria. Finora nessun sequestro ma sui due siti è interdetta qualsiasi attività finalizzata all’«uso del suolo».
I dati sarebbero già stati trasmessi alla task force della Regione ma a quanto pare non al prefetto di Caserta, Carlo Schilardi, che pure è il punto di riferimento numero uno del governo per l’emergenza diossina sul territorio provinciale: «È la conferma – dice con una punta di amarezza Schilardi – che tra gli enti non c’è ancora la necessaria comunicazione. È per questo che ho inviato una lettera a tutti i responsabili dei vari settori operativi per invitarli a trasmettermi al più presto e con la necessaria continuità tutte le informazioni in loro possesso. Solo così potremo finalmente avere un quadro esatto della situazione».
Nel caso di Maddaloni il monitoraggio, al momento, misura solo le concentrazioni e l’estensione spaziale dei valori anomali. Ma c’è già chi è pronto a scommettere che alla fine troverà conferma la sempre ipotizzata relazione tra la «geografia della diossina» e la «mappa degli sversatoi abusivi». In località Calabricito sono stati stoccati e bruciati negli anni indumenti usati, rifiuti domestici, scarti di lavorazioni artigianali. Giuseppe Riccio, allevatore e sindacalista del Cia, ironizza: «Sono anni che denunciamo che l’area circostante l’autostrada era diventata una cloaca».
Ieri intanto l’assessore regionale alla Sanità Rosalba Tufano ha ribadito «l’efficacia e la tempestività dei controlli» di sua competenza in replica alle dichiarazioni del ministro delle risorse agricole Alemanno (perplesso sul contributo offerto finora dai settori dell’ambiente e della sanità alla task force istituita a Palazzo Chigi). La Tufano ricorda che «non vi è stata alcuna incertezza nella gestione dei controlli di prevenzione. Anzi, sono stati proprio i controlli a far emergere gli episodi di presenza di diossina superiore alla norma. Le azioni dell’assessorato – sottolinea acora la Tufano – si sono svolte in perfetta armonia con la magistratura, nel pieno rispetto delle singole competenze».
L’assessorato regionale ha tra l’altro istituito un comitato tecnico-scientifico per pianificare gli interventi anti-diossina: da questo organismo è partita la decisione di estendere i controlli ai territori limitrofi a quelli dove già erano state rilevate positività.
IL MATTINO 2 APRILE 2003 –

