di ANTONIO POZIELLO
MELITO –
All’asta altri 33 appartamenti della cooperativa Queen, sul piede di guerra i soci della coop che, per protesta, ieri pomeriggio hanno occupato il Municipio di Melito.
Per i soci della cooperativa fallita da giorni si alternano, in un drammatico gioco, disperazione e speranza. Lunedì, infatti, il commissario prefettizio, Mariella D’Ascia, si era impegnata a presentare un’istanza al Tribunale per chiedere la sospensione della procedura fallimentare. L’iniziativa del commissario sarebbe dovuta servire a scongiurare la vendita all’asta dei 117 alloggi, 36 dei quali sono già all’asta. Una richiesta in tal senso era giunta dal Sunia, il sindacato inquilini, cui si erano affidati i soci della Queen per difendere i propri interessi. I legali del Sunia avevano ottenuto il primo importante risultato con la revoca delle convenzioni alla cooperativa, fallita nel 1995. I soci della Queen, si sono sempre definiti ”vittime di una truffa colossale”, di un raggiro ”ordito dai vertici della cooperativa”. Due di questi erano anche stati condannati, oltre che per aver procurato il fallimento della Queen, per estorsione ai danni di alcuni soci della stessa.
Sul fallimento della cooperativa erano state avviate diverse inchieste. Al caso, finito in Parlamento più volte, si era interessata anche la Dda di Napoli. Nei mesi scorsi, nel tentativo di impedire la vendita all’asta degli alloggi, disposta dal giudice della V sezione civile, Rocco De Giacomo, su istanza delle banche creditrici della cooperativa, il Sunia aveva chiesto al Tar la revoca delle convenzioni, che avevano consentito la realizzazione degli immobili oggi sotto sequestro, producendo le prove di ritardi, abusi ed irregolarità tali da inficiare la validità delle convenzioni. Il Tar aveva accolto la richiesta, ordinando al Comune di Melito di provvedere in tal senso. Il Comune non aveva dato, però, seguito all’ordinanza del Tribunale amministrativo. Il Sunia aveva quindi nuovamente adito il Tribunale regionale, chiedendo la nomina di un commissario ad acta. Nei giorni scorsi quest’ultimo aveva quindi provveduto a formalizzare la revoca delle convenzioni. Ne consegue che l’Ente può acquisire gli alloggi al proprio patrimonio, bloccando la vendita all’asta degli stessi. Stamattina, potrebbe, intanto, tenersi un incontro in Prefettura, con la presenza anche delle banche, alla ricerca di possibile via d’uscita.
IL MATTINO 2 APRILE 2003
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