Le indagini sull’omicidio di Michele Orsi, imprenditore del casertano ucciso perché stava iniziando a collaborare con gli inquirenti, non ancora sotto scorta, iniziano ad avere una svolta. I carabinieri di Caserta, agli ordini del colonnello Carmelo Burgio, grazie alle indagini svolte hanno consentito di ricostruire tutte le fasi dell’omicidio e di identificare i componenti del commando assassino.
Sono ritenuti responsabili della morte di Michele Orsi: il superlatitante Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo (‘O Sergente) e Giovanni Letizia, questi ultimi due già detenuti, catturati in una villetta del litorale domizio lo scorso 30 settembre e trovati in possesso di numerose armi e documentazione relativa alla contabilità del clan. Tra le armi sequestrate vi erano anche quelle utilizzate nell’omicidio di Orsi. Ma mancava all’appello lo “specchiettista” del commando, nel gergo criminale, è chi indicò al gruppo di fuoco la vittima da colpire.
Le indagini hanno portato a Mario Di Puorto, di 23 anni. Fu lui quella mattina dell’agguato, a consentire ai sicari di agire a colpo sicuro. Un delitto compiuto, secondo gli inquirenti, per far tacere Orsi che aveva deciso di collaborare e di svelare le trame oscure dell’affare rifiuti legato alla camorra. Ieri pomeriggio, i carabinieri del comando provinciale di Caserta, hanno tratto in arresto il 23enne su decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli, accusato dell’omicidio di Michele Orsi, avvenuto il 2 giugno scorso a Casal di Principe.
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