HomeCronacaGiugliano. Il capo clan protetto da insospettabili

Giugliano. Il capo clan protetto da insospettabili

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L’operazione è scattata alle 5.30 di mercoledì 25 maggio a Varcaturo territorio costiero del Comune di Giugliano in
Campania. Il personale della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del
Servizio Centrale Operativo, hanno arrestato
Giuseppe Dell’Aquila classe 1962 detto “Peppe o’ ciuccio”, esponente apicale dei clan camorristici
Contini e Mallardo. Dell’Aquila era inserito nel programma speciale di ricerca del Ministero
dell’Interno per i latitanti di massima pericolosità ed inserito dell’elenco dei 30
latitanti più pericolosi.
Era ricercato dal mese di luglio del 2002, allorquando si era sottratto
all’esecuzione di un ordine di carcerazione di due anni di reclusione disposto dalla
Procura Generale della Repubblica di Napoli in seguito ad una condanna inflittagli
per i reati di rapina e porto abusivo dì armi da sparo.
E’ da sempre uno dei promotori e degli esponenti di spicco delle due organizzazioni camorristiche. E’ significativa al riguardo la sua imputazione unitamente
a Edoardo Contini, Patrizio Bosti e Costantino Sarno per il duplice omicidio
dei fratelli Giglio, commesso nel 1984, nell’ambito della guerra di camorra contro la
famiglia Gitiliano di Forcella. Per quel delitto Dell’Aquila è stato assolto
mentre è pendente in Cassazione il processo nei confronti di Edoardo Contini e
Patrizio Bosti.
Successivamente all’arresto di Edoardo Contini, avvenuto nel dicembre del
2007 e di Patrizio Bosti, avvenuto nell’agosto del 2008 e per lo stato di detenzione
dei fratelli Giuseppe e Francesco Mallardo, aveva assunto la direzione di
entrambi i clan camorristici, che come è noto operano nell’area centrale della città di
Napoli e nell’area del giugÌianese. Per tale suo ruolo era, di fatto, diventato anche il
punto di riferimento per altre organizzazioni camorristiche metropolitane e
provinciali, in quanto i clan Contini e Mallardo storicamente hanno sempre
svolto un ruolo di primo piano nei rapporti e negli equilibri criminali.

Nel marzo del 2010, era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in
carcere emessa a carico di 12 affiliati al clan Mallardo dal G.I.P. presso il Tribunale
di Napoli, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, per i reati di
associazione a delinquere di stampo mafioso e reimpiego di capitali illeciti.
Dalle risultanze investigative era emerso che il clan Mallardo aveva assunto il
controllo delle attività economiche in diverse cittadine del sud pontino (Terracina,
Sabaudia, Fondi, Lariano e Anzio), anche attraverso la gestione monopolistica di
interi settori imprenditoriali e commerciali, in particolare il settore edilizio e Giuseppe Dell’Aquila
viene per l’appunto ritenuto l’attuale esponente
di questa organizzazione.

Le indagini per la sua cattura erano state avviate, con il coordinamento dei
pubblici ministeri di questa
Direzione Distrettuale
Antimafia, dalla sezione
“catturandi” della Squadra
Mobile da circa un anno ed indirizzate nei confronti di una famiglia di
favoreggiatori,
dimorante nella medesima
località e legata da un rapporto di amicizia
con il latitante,risalente tempo.

L’attività investigativa, supportata da diffuse operazioni di
intercettazione, consentiva di
individuare l’abitazione in cui il latitante aveva trovato
rifugio e che era stata messa disposizione
proprio dal suddetto
nucleo familiare, le
cui varie posizioni saranno successivamente
valutate sotto il profilo della
responsabilità penale per procurata inosservanza di pena e favoreggiamento
aggravato.

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