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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Furto al cimitero e tombe profanate


Lapidi danneggiate, marmi spaccati, portafiori divelti e vasi di rame trafugati. Atti che hanno tutte le caratteristiche per essere definiti vandalici, ma che forse nascondono ben altro.

I sospetti aleggiano da qualche tempo sul cimitero di Qualiano e sulla cittadina stessa, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo o di parlarne apertamente. Una setta satanica si muoverebbe di notte nel camposanto cittadino recando danni, compiendo riti, invocando il diavolo e mettendo in campo azioni alquanto sospette.

Non si sa se il trafugamento dei vasi di rame ed il danneggiamento delle lapidi siano accaduti la stessa notte. Qualcosa di anomalo però ci sarebbe. L’attenzione dei curiosi, e di coloro che sostengono ci sia una setta satanica in città, si concentra sulla tomba di una suora. La lapide sarebbe stata danneggiata. Il marmo sarebbe stato spaccato su un lato. Poi nient’altro. Il vaso di rame, infatti, è rimasto lì intatto. Stesso procedimento per altre tombe. Danneggiamento ma nessun trafugamento.

In città gira voce da qualche tempo circa la presenza di uno strano gruppo che si riunirebbe di notte nel camposanto cittadino, compiendo strani riti che poi camufferebbero in furti. Già qualche tempo fa, in una piazzetta nei pressi di via Palumbo furono ritrovate delle candele consumate che formavano una strana figura. Forse voci di popolo, forse racconti di qualche buontempone, ma dopo l’ultimo strano ed anomalo raid, l’ipotesi della presenza di una setta satanica comincia a farsi più concreta.

Don Raffaele Marino parroco della chiesa di Santo Stefano, definisce inquietante la vandalizzazione del cimitero, ma non si sbilancia circa la presenza di satanisti: «Saranno le autorità competenti a verificare». Perplesso invece il custode del camposanto: «La sacralità di questo luogo è stata violata, questa è una cosa molto triste». Gli scettici invece sembrano non credere minimamente all’ipotesi di una setta che di notte fa strani riti al cimitero, e preferiscono affidare i raid di questi giorni ai soliti ignoti che poi rivendono sul mercato i pezzi di rame. Qualcun altro invece parla di pettegolezzi di paese nati dalla fervida fantasia di alcuni ragazzini.
Cristina Liguori
Il Mattino.it

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