Napoli. Alberto non ce l’ha fatta, il musicista malato di Covid e cancro ha atteso 50 giorni le cure

Alberto Falco
Alberto Falco

Sarà affidato alla magistratura il caso della morte di Alberto Falco, il musicista 53enne morto ieri dopo tre mesi di sofferenza. L’uomo, contagiato Covid in un reparto del Cardarelli e poi trasferito nei prefabbricati dell’Ospedale del Mare. Un calvario che la famiglia ha provato a denunciare e che è terminato dopo 24 ore di coma. A riportare la notizia è stato il quotidiano Repubblica. La salma di Alberto Falco è stata trasportata a Giugliano per gli esami autoptici disposti dal magistrato. Il musicista lascia la moglie Raffaella e due bimbi di 2 e 4 anni.

Una storia travagliata protratta per 50 giorni. Alberto Falco aveva un aggressivo linfoma di Hodgkin ed era stato sottoposto ad una chemioterapia. La situazione è precipitata lo scorso 27 aprile quando l’uomo si trovava in vacanza in Puglia, poi un peggioramento delle condizioni e la corsa verso Napoli. Il ricovero nel Cardarelli inizia con un tampone negativo che si “positivizza” dopo una settimana. Il contagio rende necessario il trasferimento al Covid Center dell’ospedale del Mare di Ponticelli.

Secondo quanto raccontato da Repubblica, qui inizia il vero e proprio calvario per il musicista. Secondo la famiglia, infatti, Alberto Falco non avrebbe ricevuto le dovute cure mediche e l’assistenza che il suo caso avrebbe invece richiesto. Avrebbe dovuto fare una biopsia al cervello che arriva solo a fine maggio, poi però, in attesa che il tampone diventasse negativo, l’uomo non viene sottoposto a chemio o radio. Gli ultimi giorni sono stati di vera sofferenza fino al coma e al decesso. E ieri la fine. Toccherà alla magistratura accertare eventuali responsabilità e omissioni.