Mia Martini, il retroscena di Biagio Antonacci: «Mi dissero di non lavorare con lei perché…»

Sono stati 7 milioni 727 mila con uno share del 31% i telespettatori che ieri sera su Rai1 hanno seguito “Io sono Mia”, la fiction con Serena Rossi dedicata alla vita a Mia Martini. Il film è stato il programma più visto della giornata, consentendo alle reti Rai di superare il 40% di share in prime time. La storia della cantante è stata seguita da tanti spettatori, che si sono emozionati grazie alla performance artistica di Serena Rossi.

Questo film, prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction e diretto da Riccardo Donna, arriva diretto come “un colpo al cuore”, come sottolinea Loredana Bertè, che ha collaborato con la produzione raccontando aneddoti e dettagli della vita e del carattere della sorella, scomparsa nel 1995.

Ivano Fossati e Renato Zero

Non hanno voluto partecipare, invece, il grande amore di Mimì, Ivano Fossati, e l’amico di sempre Renato Zero. “Mi dispiace molto, ma non ha tolto nulla” commenta Loredana, che invece non lesina critiche a chi contribuì a creare una cappa di isolamento intorno a Mia, che per questo fu costretta a stare lontana dalle scene: “Alcuni sono ancora vivi, io non faccio le loro trasmissioni, continuo a rifiutarle e quando li vedo – sottolinea – bastano gli occhi”.

Per far capire a che punto arrivò quella terribile voce secondo la quale l’artista portava sfortuna, la Bertè racconta che ci fu un Sanremo in cui chi organizzò il festival strinse una sorta di accordo segreto con una persona vicina a sua sorella: la paura che crollasse il teatro era tanta che ci voleva un garante che sedesse in prima fila durante la sua esibizione. Il teatro, ovviamente, non crollò: “chiunque sia grande viene eliminato dicendo che porta jella e Mimì – dice la sorella – era troppo grande

L’aneddoto di Biagio Antonacci

Ieri sera mentre su Rai 1 andava in onda Io Sono MiaBiagio Antonacci ha svelato un aneddoto legato a Mia Martini.
Il cantante ha raccontato di quando Mia andò a casa sua ed ha attaccato “tanti” personaggi della musica che gli consigliarono di non lavorare con lei perché secondo loro portava sfortuna.

“Io e Mimì ……… Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita. Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una ‘cofanata’ di pasta con il pesce. Poi io mi misi al piano e lì cantai ‘Il fiume dei profumi’ nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse ‘Questa canzone la canto io’. Poi ascoltò ‘Liberatemi’ e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo. Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici.