Il gup di Nola ha rinviato a giudizio Michele Antonio Gaglione. Il 31enne è accusato dell’omicidio volontario della sorella, Maria Paola Gaglione, la giovane ventenne morta la notte tra il 10 e 11 settembre scorsi, ad Acerra. A causare la morte fu una rovinosa caduta dallo scooter guidato dal compagno transgender Ciro Migliore, che era inseguito dal 31enne.

Il processo inizierà il prossimo 7 aprile davanti alla prima sezione della Corte di Assise di Napoli. Secondo gli inquirenti l’incidente in cui Maria Paola trovò la morte fu provocato proprio da Michele Antonio (difeso dall’avvocato Giovanni Cantelli), che era contrario alla relazione tra Ciro e la sorella. La costituzione di parte civile dell’Arcigay ammessa al processo.

Smantellata la piazza del Parco Verde, arrestato anche il trans Ciro Migliore

Tra le 24 persone arrestate dai carabinieri, per le quali il gip di Napoli Nord ha disposto il carcere, c’è anche Ciro Migliore, , il transgender fidanzato con Maria Paola Gaglione, la giovane morta la notte tra il 10 e 11 settembre scorsi, ad Acerra (Napoli) a causa di una rovinosa caduta dallo scooter guidato da Cira, inseguito dal fratello di Maria Paola, Michele Antonio Gaglione, in sella a una moto, contrario alla loro relazione. Il giovane è accusato di omicidio volontario.

LA STORIA TRA CIRO MIGLIORE E MARIA PAOLA GAGLIONE [ARTICOLO 23 FEBBRAIO 2021]

Ciro Migliore, invece, accusati di essere un pusher. I carabinieri hanno documentato diversi cessioni che la vedono protagonista. La vicenda di Ciro e Maria Paola, due giovani innamorati del Parco Verde di Caivano è stato un importante caso di cronaca, lo scorso settembre. Da diverse parti si parlò dello spettro della transfobia come movente dell’accaduto, sempre smentito dal fratello della vittima, che all’inizio del 2021 si è visto aggravare l’accusa che gli veniva contestata da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario.

Il fratello di Maria Paola ha sempre sostenuto di non avere mai avuto l’intenzione di uccidere la sorella o il suo compagno. Le famiglie di Maria Paola e di Ciro sono entrambe residenti nel Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Lì oggi i militari dell’arma hanno eseguito, complessivamente, 55 misure cautelari nell’ambito di una vasta operazione antidroga, nella quale è incappato anche Ciro Migliore.

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