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venerdì, Giugno 24, 2022
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Caivano. Uno dei Bervicato fermato per droga, ascoltati dai carabinieri tutti i componenti della famiglia


E’ stato fermato prima che prendesse l’aereo Domenico Bervicato, esponente della nota famiglia di Caivano. L’accusa nei suoi confronti è spaccio di droga. Si era paventato un suo coinvolgimento nella sparizione ed omicidio di Antonio Natale a Caivano, ma al momento nessuna accusa nei suoi confronti è stata avanzata dalla procura. La scorsa settimana i componenti della famiglia Bervicato sono stati chiamati dai carabinieri di Castello di Cisterna, che segue le indagini del caso Antonio Natale, per essere sentiti in qualità di testimoni e non di indagati.

Le indagini proseguono, i militari stanno cercando di mettere insieme tutti i tasselli. Tra i sospettati c’è anche Domenico Bervicato, destinatario di un decreto di fermo per art. 73, ovvero spaccio di droga. Poco fa si è tenuto l’interrogatorio per la convalida (difeso dall’avvocato Leopoldo Perone), a breve il giudice si pronuncerà sul decreto. Alla base del provvedimento, a quanto pare, ci sarebbero dichiarazioni della mamma di Antonio Natale, che avrebbero tirato in ballo Domenico Bervicato come gestore di una piazza di spaccio nel parco Verde di Caivano.

I Bervicato del parco Verde si difendono dalle accuse

 

“Non siamo assassini, è assurdo accusarci di cose gravissime senza prove”.   In una lettera i Bervicato fanno chiarezza sulla vicenda e chiedono rispetto: “Vogliamo dare le condoglianze a tutta la famiglia di Antonio Natale, a noi ci dispiace moltissimo. Noi famiglia Bervicato abbiamo sbagliato e anche pagato e la pagheremo ancora attenzione delle cose già “passate”.  Non siamo santi ma neanche assassini e non potete darci già la colpa senza prove e vedere mettere foto senza conferma con le indagini aperte non si poteva permettere ecco perché abbiamo riagito così”.

Le forze del ordine stanno facendo il loro dovere e dal primo momento noi famiglia Bervicato quando hanno dichiarato che eravamo latitanti noi siamo andati in caserma a testa alta.  E non è nemmeno il caso dí infangarci così, state giudicando senza conoscerci e senza sapere le cose come stanno realmente che non sto qua a parlare perché le forze dell’ordine devono fare il proprio lavoro e io non sono nessuno a parlare di nessuno.

Mettendo le nostre foto ci ha fatto fare il giro d’ Italia senza prove senza sapere se poi noi siamo innocenti ci hanno infangati senza far niente? Lo ripeto, non siamo santi ma come si dice tempo al tempo verrà la condanna per tutti e noi vogliamo pagare ma dalla legge non da voi.  E’ una parola bruttissima assassino, il signor Pino Grazioli che lo abbiamo sempre stimato ci ha riempito di parole. Ci ha infangati così intromettendo le indagini della legge..

Ora siamo tutti nelle mani della legge per la giustizia per Antonio ma nello stesso momento anche per noi.  La gente che ci conosce sa che persone siamo. Fin da ieri tutti a dire siamo con voi vi voglio bene site delle persone umili e poi adesso? Adesso parlate parlate contattateci e noi vi rispondiamo. Non mettetevi a puntare il dito noi “Bervicato”, non siamo così. Ci sono anche persone che con questa vita non hanno niente a che fare. La mattina vanno a lavorare. E solo perchè di cognome si chiamano Bervicato hanno paura di scendere da casa. Spero con questo piccolo messaggio avete capito e continuate a fare le mamme i padri a lavorare e non mettetevi a puntare il dito siamo umani anche noi e non bestie”.

 

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiamo Il Roma
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