“Camorra di Marano e rete dello spaccio”, parlano i pentiti degli Orlando-Polverino-Nuvoletta

La longa manus del clan Orlando- Polverino-Nuvoletta sulla nuova rete dello spaccio sgominata dai carabinieri a Marano. A D’Onofrio Massimiliano, Sepe Francesco, De Luca Alessandro, Mercurio Alfonso e Di Maro Angelo, coinvolti ieri nell’operazione antidroga, è stata contestata l’aggravante camorristica poichè ritenuti vicini all’organizzazione criminale egemone a Marano e Quarto. Ecco quanto scrive il gip nell’ordinanza.  “L’inserimento dei suddetti indagati nel contesto camorristico rappresentato dapprima dal clan Polverino e poi da quello Orlando. risulta invero comprovata non soltanto dallo specifico ruolo rivestito nell’ambito dell’associazione (trattasi, infatti, di figure di grande rilievo e deputate all’approvvigionamncto di fornitine di considerevole valore ponderale, nonché attuate attraverso canali d’importazione di carattere internazionale ed attraverso il ricorso al sistema delle “puntate-, indicativo del modus operandi tipico delle organizzazioni criminali), ma anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia riversate in atti. In particolare, Mercurio Alfonso risulta attinto dalle dichiarazioni di Di Lanno Biagio, Buonaccorso Patrizio e lannuzzi Teodoro”.

“Quanto alla militanza di Di Muro Angelo dapprima nel clan Polverino e poi in quello degli Orlando, oltre alla condanno riportata (seppure non definitiva, emessa in data 10.11.17 dal GUP del Tribunale di Napoli) per l’estorsione subita da Di Guida Vincenzo da parte di Lubrano Armando e Orlando Angelo, deve essere considerato il contributo offerto dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. In particolare, Di Lanno Biagio, D’Ausilio Gaetano e Piana Giovanni che lo indicano quale intraneo al clan Polverino; Bonaccorso Patrizio e Giannuzzi Teodoro  che attualizzano le condotte affiliative, riconoscendone l’intraneità al clan Orlando. Figura emergente è. invece, quella di De Luca Alessandro. E’ in particolare il collaboratore Giannuzzi  a delinearne l’inquadramento, dapprima in un clan della zona dei Camaldoli e poi nel sodalizio criminale di Marano che, nel periodo successivo all’estate del 2015, convogliava in sé componenti del gruppo Orlando con quelli del clan Polverino. Quanto, invece, alle posizioni di D’Onofrio e Sepe, valgono a connotare i tratti distintivi dell’aggravante in esame, le condotte realizzate nell’ambito dell’associazione in oggetto, di rango assolutamente apicale e quale punto di congiunzione tra l’approvvigionamento realizzato attraverso esponenti della criminalità organizzato e l’attività di spaccio al dettaglio”