C’è attesa in Campania per le decisioni della cabina di regia in merito alla classificazione su base del rischio covid delle regioni. Quella della regione a guida De Luca è una condizione in bilico tra zona gialla e arancione, anche se dalle prime indicazioni, in Campania non dovrebbero esserci stravolgimenti. Nonostante i numeri in costante crescita, oltre 1500 contagi giornalieri, la Campania non è tra le regioni considerate ‘in odore’ di zona arancione o rossa. La risposta definitiva arriverà solamente oggi con la pubblicazione del monitoraggio della cabina di regia e in seguito con l’ordinanza del ministero della Salute.

A rischiare seriamente un aggravamento delle misure restrittive – con il passaggio dalla zona gialla alla zona arancione a partire da domenica – sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Molise e Basilicata. Queste andrebbero così ad aggiungersi a Liguria, Toscana, Umbria e al Trentino Alto Adige. L’Abruzzo, ad oggi arancione, intravede invece la possibilità di entrare in zona rossa. Ad incidere sull’andamento epidemiologico italiano è l’impatto della variante inglese che proprio in Abruzzo, insieme alla Lombardia, ha già costretto alcuni comuni a chiudersi in mini lockdown per frenarne la diffusione.

ZONA BIANCA C’è chi invece sogna addirittura la zona bianca – come la Valle d’Aosta e la Sardegna – ma allo stato attuale sembra difficile che il Comitato tecnico scientifico possa allargare le maglie a tal punto in un momento delicato come questo.

TERAPIA INTENSIVA Tra i parametri che determinano l’Rt delle Regione svolge un ruolo chiave il dato dei ricoveri in terapia intensiva. In tal senso sei regioni sono in situazione ancora critica sopra la soglia limite del 30 per cento di occupazione: Abruzzo (33%), Friuli Venezia Giulia (34%), Marche (33%), Molise (31%), Bolzano (39%) e soprattutto Umbria (59%) dove è stata rilevata la circolazione maggiore di varianti.

 

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