“Hai sofferto in silenzio quando scoprivi la cattiveria della gente, che aveva la tua stessa divisa e con azioni vili ti discriminava e ti criticava. Hai subito persecuzioni e cattiverie di ogni genere, che ti facevano male. Ti prometto che, con l’aiuto della magistratura e della tua amata Arma dei carabinieri, le persone che ti hanno indotto a fare questo gesto avranno quanto meritano”.
Carabiniere morto suicida in caserma, il papà: “Le persone che ti hanno spinto a ciò la pagheranno”
Le parole, raccolte in una lettera e rese pubbliche dal Secolo XIX, sono del padre di Giovanni Sparago, il carabiniere di 25 anni originario di Curti, nel Casertano, che sabato scorso si è tolto la vita, con la pistola d’ordinanza, nella caserma del comando provinciale di La Spezia. La lettera è stata pubblicata sulla pagina social di un sindacato militare.
Nella lettera il padre descrive uno scenario in cui alcuni colleghi avrebbero di fatto spinto il figlio a togliersi la vita. La Procura di La Spezia aveva aperto un’inchiesta esplorativa sul caso del giovane carabiniere senza però ipotizzare reati. E’ probabile che a breve il padre del ragazzo, ufficiale dell’esercito, decida di approfondire davanti agli inquirenti le tematiche affrontate nella lettera.
“L’invidia e la crudeltà continua di alcuni tuoi colleghi per i tuoi risultati professionali ti hanno fatto stancare, perdere d’animo e rinunciare alla vita – scrive l’uomo nella missiva –. Le persone che ti hanno indotto a fare questo gesto avranno quanto meritano”.
La salma del giovane è stata portata presso il “Tempio dello Spirito Santo” a Curti dov’è stata allestita la camera ardente. Sempre nel Tempio, a partire dalle 15, si sono tenuti i suoi funerali.

