Tre carabinieri napoletani nella Caserma della vergogna: “Peggio di Gomorra”

Tre carabinieri napoletani arrestati nel blitz a Piacenza
Tre carabinieri napoletani arrestati nel blitz a Piacenza

Continuano ad emergere particolari sconcertanti sulla caserma dei carabinieri della vergogna di Piacenza. Nelle 326 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare si evince il totale disprezzo per i valori della divisa. Non solo gravi reati come spaccio, estorsione e tortura, ma anche una totale anarchia. Sono sei i militari finiti in manette nell’ambito di una delle pagine più nere delle forze dell’ordine. Audio e foto immortalano l’organizzazione messa in piedi dai carabinieri infedeli. C’è anche un’orgia consumatasi nelle stanze della caserma finita sotto sequestro. Nulla di penalmente rilevante ma uno schiaffo ai valori e alla divisa, una vicenda che mette in imbarazzo l’intera istituzione. Nelle carte dell’operazione Odysseus si legge di un’orgia svoltasi in un ufficio del Comandante Marco Orlando nella stessa caserma.

A parlarne sono due tra gli arrestati, Giuseppe Montella e Salvatore Cappellano “che commentano un episodio che aveva visto come protagonista un collega in onore del quale, forse in concomitanza con una ricorrenza, fu organizzata una serata all’interno della caserma alla presenza di due donne, presumibilmente escort, con le quali erano stati consumati rapporti sessuali”.

Orgia in caserma: il disprezzo per la divisa dei carabinieri

Lo scenario rappresentato da Montella – spiega il gip – è quello di un’orgia tenutasi addirittura all’interno dell’ufficio del Comandante Marco Orlando, dove si era creato un tale scompiglio che le pratiche erano sparpagliate a terra”. Il magistrato scrive che “non sono forse ravvisabili reati in simili condotte, ma dalla descrizione traspare ancora una volta il totale disprezzo per i valori della divisa indossata dagli indagati, metaforicamente gettata a terra e calpestata, come quella del loro Comandante durante il festino appena rievocato”.

Al momento sono dieci, complessivamente, i carabinieri sottoposti a misure nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Piacenza che contesta, a vario titolo, diversi reati tra cui spaccio di droga, estorsione e tortura. Sei militari dell’Arma, in particolare, sono finiti in manette. Nei loro confronti la Guardia di Finanza ha eseguito, infatti, cinque ordinanze cautelari in carcere ed una ai domiciliari. Altri tre indagati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un altro all’obbligo di dimora nella provincia di Piacenza.

Ci sono anche 3 carabinieri napoletani coinvolti

L’inchiesta e le accuse contro i carabinieri
Nell’ambito dell’operazione Odysseus sono stati arrestati sei carabinieri, cinque sono in carcere (Salvatore Cappellano, Angelo Esposito, Giacomo Falanga, Giuseppe Montella, Daniele Spagnolo) e uno ai domiciliari (il comandante della Levante Marco Orlando). Alcune delle accuse contestate sono: traffico di stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica, violenza privata, truffa ai danni dello Stato. I comportamenti illeciti nell’ambito del traffico di stupefacenti spaziano dall’approvvigionamento durante il lockdown, contatti con pusher di livello, attività di staffetta per conto degli spacciatori, attività di custodia e detenzione degli stupefacenti, spaccio per conto proprio.

Tre dei carabinieri finiti nell’inchiesta sono di Napoli, Brusciano e Pozzuoli. Come scrive Stylo24, infatti, tre militari originari di Napoli e della provincia partenopea. Si tratta di
Giuseppe Montella, di Brusciano; Angelo Esposito, di Napoli; Giacomo Falanga, di Pozzuoli.

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