Cellulari nascosti tra prosciutto e melanzane, la scoperta nel carcere del Casertano

cellulare carcere
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Ieri mattina gli agenti della Polizia Penitenziaria della carcere di Santa Maria Capua Vetere, durante un controllo di routine, hanno trovato 7 cellulari nascosti nei generi alimentari destinati ai detenuti. A rilasciare la notizia è stato il dirigente nazionale del Si.P.Pe (Sindacato Polizia Penitenziaria), Michele Vergale.

Telefoni tra prosciutto e melanzane, la scoperta nel carcere

Nel settore controllo e smistamento pacchi, dove è permesso ai familiari dei detenuti di lasciare generi alimentari, pacchi e denaro- con autorizzazioni e quantità stabilite – gli agenti hanno rinvenuto sei micro cellulari occultati in mezzo al prosciutto e uno smarthone tra le melanzane.

Carceri in provincia di Caserta, morto un detenuto ad Aversa (articolo dell’11 maggio 2020)

Nella notte un detenuto è morto nel sonno nel carcere di Aversa. A divulgare la notizia è stato Emilio Fattorella, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Quest’ultimo ha rivelato che l’uomo deceduto avrebbe finito di scontare la sua pena nel febbraio del 2021. Purtroppo un malore l’ha colpito senza lasciargli scampo. L’uomo era di origine napoletana ed aveva 40 anni. È stato trovato senza vita nel proprio letto dal compagno di cella che, di fatto, ha lanciato l’allarme. Inutili, pertanto, i tentativi di soccorso da parte del personale sanitario e parasanitario della struttura penitenziaria.

Le altre notizie sul carcere – Prende il Reddito di Cittadinanza ma si ‘dimentica’ del figlio detenuto in carcere (articolo del 12 maggio 2020)

I Carabinieri della Stazione di Viagrande hanno denunciato 10 persone, 5 uomini e 5 donne, per indebita percezione del reddito di cittadinanza.  I militari hanno avuto modo d’imbattersi in una donna che ha genialmente coniato un nuovo numero civico della sua abitazione con lettera barrata, dove ha falsamente dichiarato di vivere da sola, evitando invece di menzionare il fatto che vive con il marito che oltretutto “…porta già soldi a casa”.

L’elenco delle motivazioni addotte verte, soprattutto, sulla manipolazione della composizione del nucleo familiare. Si assisterà quindi a figli che esistono senza esserci e, quand’anche esistessero, sarebbero rigorosamente squattrinati e soprattutto disoccupati, ma non solo. Perché una madre ha comunicato l’esistenza nel proprio nucleo familiare del figlio 26enne dimenticando, purtroppo, che quest’ultimo sta usufruendo di vitto ed alloggio in un carcere.

Figli a volte ingrati, si direbbe, pensando a quel 48enne che ha cambiato la propria residenza 4 giorni dopo aver fatto la Dichiarazione Sostitutiva Unica (ai fini del necessario certificato ISEE) andando quindi a coabitare con la madre che per sua fortuna è percettrice di due pensioni. Purtroppo, “dimenticandosi” di lei nei confronti dell’INPS, ente al quale non ha prodotto alcuna comunicazione probabilmente per godere delle mensilità previdenziali dell’anziana. Infine c’è anche un pluripregiudicato con la moglie che, uniti per la vita, hanno prescelto una via del comune con due numeri civici diversi ove risiedere, l’uno da solo e l’altra insieme ai due figli.

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