La Corte di Appello di Napoli, IV Sezione Penale, ha riformato parzialmente la sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Napoli il 31 luglio 2024 nell’ambito del processo che vedeva imputati presunti appartenenti e fiancheggiatori del clan Cacciapuoti. I giudici di secondo grado hanno accolto in parte gli appelli delle difese, concedendo in diversi casi le circostanze attenuanti generiche ritenute equivalenti alle aggravanti contestate e rideterminando le pene, mentre hanno rigettato integralmente l’appello proposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Le riduzioni hanno interessato quasi tutti gli imputati. Domenico Cacciapuoti, classe 1985, passa da 8 anni e 8 mesi a 6 anni e 8 mesi di reclusione. Per Domenico Cacciapuoti, classe 1990, la pena viene ridotta da 10 a 8 anni. Stessa riduzione per Giuseppe Cacciapuoti, che passa da 10 a 8 anni.
Rideterminata anche la posizione di Luigi Cacciapuoti, classe 1966, la cui condanna scende da 12 anni a 9 anni e 4 mesi. Per Domenico Ciccarelli la pena passa da 9 anni e 4 mesi a 7 anni e 4 mesi, così come per Giulio D’Altrui e Gennaro Palladino, entrambi condannati in appello a 7 anni e 4 mesi rispetto ai 9 anni e 4 mesi inflitti in primo grado.
Ridotta anche la pena per Domenico Paragliola, che passa da 9 anni e 8 mesi a 7 anni e 8 mesi di reclusione.
Diversa la posizione di Luigi Cacciapuoti, classe 1959. Pur beneficiando delle attenuanti generiche, la Corte ha riconosciuto la continuazione con una precedente condanna definitiva emessa dal Tribunale di Napoli nel 2017, rideterminando la pena complessiva in 19 anni di reclusione, rispetto agli 11 anni e 4 mesi inflitti nel giudizio di primo grado per questo procedimento.
La Corte ha inoltre disposto il dissequestro e la restituzione della somma di 7 mila euro sequestrata il 5 giugno 2023 a Gennaro Palladino, confermando per il resto la sentenza impugnata.
Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. Per lo stesso periodo è stata disposta la sospensione dei termini di custodia cautelare.
Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Carmela Maisto, Raffaele Chiummariello, Leopoldo Perone, Luigi Poziello, Marco Sepe, Giuliano Arabia, Antonio Peluso, Antonio Trabucco, Massimo Montanaro, Michele Giametta e Antonio Dell’Aquila.


