Come si vota alle elezioni di domenica 4 marzo

Allestimento dei seggi elettorali in una scuola a Pontedera (Pisa), 23 maggio 2014. ANSA/STRINGER

Ci siamo. Siamo alle ultime battute di campagna elettorale prima del grande giorno. Veterani e debuttanti ripassano i copioni per non farsi trovare impreparati. Il popolo fa i conti con la propria morale e la propria tasca, provando a decidere quale delle due debba avere la priorità. Questa volta, il risultato è davvero incerto. Addirittura, si potrebbe dire che c’è incertezza nella stessa incertezza. Nel senso che alcuni schieramenti sembrano assemblati a tempo – con tutti i dubbi del caso – solo per raggiungere una percentuale più alta dell’avversario. Ma, anche in questo caso, l’esito è incerto, tanto quanto la tenuta dei sodalizi. Insomma, la responsabilità è nelle mani degli italiani e, mai come questa volta, sono chiamati ad una riflessione vera e seria. Ma come si vota, domenica 4 marzo?

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Un momento delle votazioni per le elezioni comunali a Roma nel 5 giugno 2016.
ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

In effetti, è la prima difficoltà avanti alla quale si troveranno gli elettori. La legge Rosato (dal deputato del PD, Ettore Rosato) o Rosatellum bis, appoggiata da PD, Forza Italia, Alternativa Popolare e Lega Nord, è quella che regolamenta le imminenti (e prossime?) elezioni politiche. Il problema, in breve, è che è assolutamente entropica. Nonostante ciò, i punti chiave della legge sono 4:

  • Soglia di sbarramento:  Per entrare in parlamento un partito dovrà superare una soglia del 3 per cento su base nazionale, sia al senato sia alla camera. Per le coalizioni la soglia di sbarramento salirà al 10 per cento su base nazionale.
  • Sistema elettorale misto: Il 36 per cento dei seggi sarà assegnato con un sistema maggioritario, il 64 per cento con un sistema proporzionale. Alla camera i seggi assegnati con il sistema uninominale saranno 232 su 630, al senato 116 su 315.
  •  Raccolta firme: I partiti già presenti in parlamento al 30 aprile 2017 non avevano l’obbligo di raccogliere le firme per presentarsi, mentre tutti gli altri partiti o gruppi hanno dovuto raccogliere 750 firme per collegio.
  • Quota di genere: Nei collegi uninominali e nelle liste plurinominali nessun genere può superare il 60 per cento e ogni lista deve seguire l’alternanza di genere.

Detto ciò, il “come si vota” può essere una sorta di manuale utile da seguire. Già altre testate autorevoli hanno ricapitolato il modus operandi. Ripetersi, in questa caso, è un esercizio utile per la divulgazione di una spiegazione che garantirà l’espressione della democrazia nel nostro Paese. Partiamo dalle cose semplici per poi sviscerare tutti i punti nevralgici. Per il resto, è la coscienza che guiderà la matita dietro le urne. Come sempre, dopo tutto, è sempre il popolo che vota adessere sovrano:

  • Domenica 4 marzo si vota per rinnovare la Camera dei Deputati e il Senato.
  • I seggi saranno aperti dalle 7:00 alle 23:00.
  • Per votare è necessario esibire un documento di identità. Sarà accettato un qualsiasi documento (anche scaduto), purchésia munito di fotografia e sia stato rilasciato dalla Pubblica Amministrazione.
  • Può votare chi ha compiuto 18 anni (scheda gialla). Chi ha più di 25 anni riceverà due schede: una per la camera dei deputati (scheda gialla) e una per il senato (scheda rosa).
  • L’elettore riceverà una scheda dotata di un codice identificativo riportato su un tagliando rimovibile. Il presidente del seggio deve registrare questo codice e, quando l’elettore ha votato, controllare che il codice della scheda chiusa corrisponda a quello annotato sul registro. A quel punto rimuoverà il tagliando e inserirà la scheda nell’urna. Si può esprimere il voto in tre modi:1)Tracciando un segno solo sul rettangolo che contiene il nome del candidato nel collegio uninominale.
    2)Tracciando un segno sulla lista del collegio plurinominale.
    3)Tracciando un segno sia sul rettangolo che contiene il nome del candidato del collegio uninominale sia sul contrassegno di una lista che lo sostiene.