Controlli anti-covid nel campo rom a Secondigliano, 29 tamponi negativi

campo rom covid secondigliano tamponi

Sono risultati tutti negativi gli ulteriori 29 tamponi effettuati sino a tarda sera di ieri al campo rom di Via Circumvallazione Esterna a Secondigliano. In precedenza erano risultate positive al Coronavirus 6 persone. A dare comunicazione dell’esito del test, la task force dell’Asl Napoli 1 Centro impegnata nei controlli anti Covid. In tutto, sono stati eseguiti 50 tamponi, 30 dei quali ad altrettanti bambini al di sotto dei 2 anni.

I tamponi

I test con i tamponi al campo nomadi della Circumvallazione Esterna sono andati avanti sino alla tarda serata di mercoledì. L’azione di prevenzione epidemiologica dell’Asl Napoli 1 Centro si è resa necessaria proprio dopo la scoperta delle 6 persone positive. Tra queste, una donna incinta di nazionalità serba di 17 anni che è stata scoperta infetta da Coronavirus dopo un controllo all’ospedale Moscati di Aversa alla fine della scorsa settimana, il suo compagno e suo zio. La ragazza era rientrata in Italia dalla Serbia, Paese dove l’emergenza Covid-19 è pesante e dal quale il Governo ha predisposto lo stop di tutti i collegamenti verso l’Italia, il giovedì precedente al ricovero in ospedale avvenuto poi domenica. A queste tre persone positive, poi, se ne sono aggiunte ieri altre 3 compreso un bambino di 6 anni.

I positivi, tranne la 17enne ricoverata in ospedale, sono stati messi in quarantena obbligatoria fiduciaria di 2 settimane. Sono tutti asintomatici e le proprie condizioni sono ritenute buone.

I sanitari dell’Asl Napoli 1 Centro già oggi pomeriggio torneranno al campo. L’obiettivo è verificare l’eventuale allargamento numerico del piccolo focolaio scoperto nelle scorse ore. Il campo rom di via Circumvallazione Esterna non è zona rossa. Intanto distribuite 1000 mascherine per bambini da parte della Salvabimbi Onlus, dall’Asl Napoli 1 Centro e Regione Campania.

GLI ACCERTAMENTI

In principio era stata diffusa la notizia che le persone di etnia rom risultate positive al Coronavirus risiedessero al campo di Cupa Perillo a Scampia, quello cioè situato al di sotto dell’Asse Perimetrale e sorto, al contrario di quello della Circumvallazione Esterna, senza alcuna autorizzazione. Ad indurre in errore, forse, la provenienza familiare della 17enne serba. È risultato, infatti, che la giovane incinta avesse i parenti al campo rom di Cupa Perillo. Dopo approfondimenti si è però appurato come la ragazza da tempo dimorasse nell’insediamento abitativo di Secondigliano, all’interno del quale ancora attualmente vive con il compagno. (fonte: Assessorato al Welfare del Comune di Napoli retto da Monica Buonanno).

Dopo approfondimenti si è però appurato come la ragazza da tempo dimorasse nell’insediamento abitativo di Secondigliano, all’interno del quale ancora attualmente vive con il compagno.

A chiarire la situazione è Suor Eduarda Piro’ del centro il Giardino dei mille colori facente parte dell’associazione Celus di Scampia. «Non c’è stato – le parole di Suor Eduarda- nessun caso di positività da Covid a Cupa Perillo. La ragazza menzionata negli articoli di giornale risiede in un altro campo rom appartenente ad un altro territorio», appunto sulla Circumvallazione Esterna a cavallo tra il quartiere di Secondigliano e la cittadina di Arzano.

«Ci teniamo a sottolinearlo”, l’aggiunta, «perché sono iniziati da noi i campi estivi e i genitori, i bambini, gli stessi educatori si sono allarmati per le notizie non veritiere diffusi. In questa fase è importante stare attenti alle notizie. La direzione del distretto sanitario 28 dell’Asl Napoli 1 Centro, l’ufficio socio-sanitario insieme a noi stanno monitorando costantemente la situazione del campo rom di Cupa Perillo».

Il comunicato della direzione generale dell’Asl Napoli 1 Centro

“In merito alla vicenda della giovane donna in gravidanza – abitante del campo Rom nei pressi della Circumvallazione esterna di Napoli – nei giorni scorsi risultata positiva al Covid, l’Asl Napoli 1 Centro fa sapere di aver ricostruito – unitamente all’Unita di Crisi regionale – la catena dei contatti con un’approfondita indagine epidemiologica svolta direttamente sul campo. È stato così possibile definire una stretta convivenza della donna oltre che con il marito, con altre 10 persone che sono state tutte prontamente sottoposte a tampone. Dei soggetti esaminati solo 2 sono risultati positivi al Covid (il marito e lo zio della donna). Gli altri 9 tamponi hanno dato esito negativo. Dopo aver acquisito nuove informazioni sugli spostamenti di alcuni familiari della giovane donna, l’indagine epidemiologica è stata poi ampliata e sono stati eseguiti ulteriori 11 tamponi, dei quali 3 sono risultati positivi.
A risultare positivi sono stati proprio i tamponi eseguiti nei confronti di familiari del marito della giovane donna dalla quale tutto ha avuto origine. I tamponi ai tre familiari della giovane donna sono stati eseguiti al loro arrivo a Napoli. I tre erano giunti durante la notte, in auto, direttamente dalla Serbia dopo aver appreso la notizia della positività dei familiari.
Durante la notte l’Asl Napoli 1 Centro ha provveduto ad esaminare altri 29 tamponi eseguiti in serata, sempre in linea con il concetto di contact tracing. Tutti i tamponi sono risultati negativi ma resta alta l’attenzione sullo stato di salute dei positivi che ad oggi continuano ad essere asintomatici. In definitiva, su 50 tamponi solo 6 sono risultati positivi nell’ambito di una popolazione stimata di circa 450 persone delle quali 30 bambini con meno di 2 anni. Il monitoraggio e la sorveglianza continuano sul campo grazie al personale dell’Asl Napoli 1 Centro e già ieri sono state distribuite le mascherine della Regione sia agii adulti che ai più piccoli.

Le reazioni

Dal canto suo, il presidente dell’Ottava Municipalità Scampia-Chiaiano-Piscinola-Marianella Apostolos Paipais ha annunciato di aver chiesto di «poter effettuare controlli anche al campo rom di Cupa Perillo di Scampia al fine di adottare, qualora fosse necessario, tutti gli interventi necessari alla tutela dello stato di salute degli abitanti del predetto campo rom. Nell’interesse pubblico della Municipalitá e dell’area nord di Napoli».

Arriva l’appello di Barbara Pierro dell’associazione “Chi rom e chi no’’ che da anni porta avanti iniziative di inclusione sociale: “Chiediamo alle istituzioni di fare il possibile contro le situazioni di esclusione e disagio sociale. I casi di positività non hanno al momento creato frizioni tra le comunità rom e quelle italiane e se nessuno aizza gli animi, non ce ne saranno». In favore degli abitanti del campo rom di Secondigliano opera con delle proprie attività la cooperativa con sede a Scampia “L’Uomo e il Legno” che, prima dell’interruzione forzata delle scorse a causa dello scoppio del piccolo focolaio, portava avanti un progetto per l’inclusione scolastica dei bambini delle comunità rom, sinti e camminanti con la collaborazione del Comune di Napoli che, come detto, ha pertinenza per il campo della Circumvallazione Esterna. «Dalla giornata di lunedì – afferma il presidente della cooperativa “L’Uomo e il Legno Enzo Vanacore – abbiamo chiesto all’Asl che venissero effettuati i test con i tamponi, C’è stata grande disponibilità da parte dell’Azienda sanitaria locale e la sintonia è massima. Anche in queste ore, nonostante siano in stand-by le progettualità dopo l’accertamento dei casi di positività al Covid 19, siamo in stretto contatto con gli abitanti dell’insediamento rom di Secondigliano».

Per seguire tutte le notizie collegati al nostro sito oppure vai sulla nostra pagina Facebook.