La storia criminale del clan della 167 è scandita da passaggi di potere, talvolta stravolti dagli omicidi. Negli ultimi anni il gruppo criminale del rione di edilizia popolare di Arzano, fondato dal boss Renato Napoleone, è stato guidato dalla famiglia Monfregolo. Lunedì la Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, ha inferto un nuovo duro colpo ai vertici degli Scissionisti Arzanesi, ricostruendo l’intera catena di comando.
Il 23 giugno 2022 era stato scarcerato Angelo Antonio Gambino, fondatore del clan insieme al cognato Napoleone e Francesco Paolo Russo. Progressivamente, lo storico ras avrebbe scalzato gli altri reggenti Davide Pescatore e Salvatore Romano; questi ultimi avrebbe festeggiato la libertà del capo attraverso un corteo criminale a bordo di motorini, partito dal carcere di Secondigliano dove era detenuto “Angioletto Manella” Gambino. Le scene dell’arrivo ad Arzano sono state interamente riprese dalle telecamere piazzate tra piazza Cimmino, via Pecchia e via Napoli.
Nell’ultima inchiesta della DDA partenopea è emerso come il 28enne, nel periodo compreso tra il novembre 2021 e l’aprile 2023, abbia continuato a incassare la “mesata” e a dare ordini agli affiliati liberi anche durante i mesi trascorsi in cella. Una volta tornato in libertà, ha continuato a mantenere i rapporti con le altre organizzazioni criminali, riprendendo in mano — fino al suo successivo arresto — la gestione del clan di Arzano.
“Erano i fondatori del clan”
Il profilo dello storico capo è stato tracciato dal collaboratore di giustizia Pasquale Cristiano in un verbale datato giugno 2022: “Quanto all’operatività ed all’organigramma del clan della 167 di Arzano dal 2014 ed ai rapporti con Napoleone, Russo e Gambino e gli Amato Pagano, i tre erano i veri capi e fondatori del clan, poi c’eravamo io e Giuseppe Monfregolo, io mi occupavo prevalentemente di droga. Pietro Cristiano, mio padre, era impegnato prevalentemente nelle estorsioni …omissis… All’epoca avevamo rapporti con il clan Amato Pagano; c’era stata una spaccatura tra le famiglie Amato e Pagano, me ne parlò Napoleone che non voleva far sapere a Rosaria Pagano di essersi impossessati di Arzano. Anche per questa ragione indicavano me e Giuseppe Monfregolo come i veri reggenti, indicandoci come ‘compagni loro’. Il fatto è che Napoleone, Gambino e Russo prendevano giù lo stipendio dagli Amato Pagano e poi lo prendevano anche da Arzano. In teoria, dopo averla conquistata, avrebbero dovuto portarla al clan Amato Pagano ... omissis...”.
Il gruppo del ras Gambino
Nel luglio 2024 anche l’altro pentito Vincenzo Marra ha parlato di Gambino: “Pur essendomi allontanato da Arzano alla fine del 2021 e avendo vissuto nell’ultimo periodo a Castel Volturno, sono rimasto aggiornato sulle dinamiche criminali di quel territorio, che mi venivano riferite dapprima dal mio amico E.Z. ma anche da A.C., che era passato con gli attuali reggenti di Arzano, ossia i Monfregolo e i Gambino… Del gruppo di Angelo Gambino attualmente fanno parte Giuseppe Bussola, che attualmente è detenuto, Salvatore Bussola, Antonio Caiazza, che attualmente gestisce delle piazze di spaccio tra cui quella del Nonnetto, P.M., un certo Sabatino di Melito, Mario D’Aria, V.S., L., di cui ho già parlato. Del gruppo fanno ancora parte anche Antonio Alterio e Salvatore Lupoli, che attualmente sono detenuti. Inoltre so che si sono uniti al gruppo dei ragazzi nuovi di Melito che io non conosco“.

