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mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Da Napoli lo studio sulla nuova variante inglese: “Sono 9 i casi in Italia”


Dalla Gran Bretagna arriva la nuova variante Covid AY.4.2, ancora più aggressiva della variante Delta. Attualmente sono 9 i casi segnalati in Italia.

La recente comparsa della variante Covid AY.4.2

Di recente comparsa e ancora poco conosciuta è l’ultima variante Covid. La AY.4.2 ha caratteristiche tali da far sospettare che sia molto più aggressiva della precedente variante Delta. Di cui può essere considerata una diretta discendente.

Le sequenze genetiche isolate

Fino ad ora sono state depositate nella banca internazionale Gisaid circa 1860 sequenze genetiche di questa nuova variante. Gli esperti del Ceinge-Biotecnologie avanzate di Napoli che le hanno analizzate, attestano che per la maggior parte provengono dalla Gran Bretagna, paese che per primo ha individuato la variante. Attualmente i casi segnalati in Italia sono 9, tutti identificati tra settembre e ottobre.

Le parole del genetista dell’Università di Napoli Federico II

E’ un possibile esempio – ma va dimostrato – di come il virus AY.4.2. provi a sfuggire ai vaccini con tutto il suo carico mutazionale“, osserva il genetista Massimo Zollo, dell’Università Federico II di Napoli e coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge. “Se l’ipotesi dovesse essere confermata, la situazione epidemiologica potrebbe peggiorare nel caso in cui dovesse restare ancore elevato il numero delle persone non vaccinate. Potrebbero essere colpite anche le persone già vaccinate con una risposta anticorpale bassa o assente“.

Cosa contraddistingue la variante AY.4.2

Ciò che nel concreto contraddistingue la nuova variante Covid AY.4.2 sono due mutazioni, presenti nella proteina Spike con la quale il virus aggredisce le cellule. Una delle due mutazioni – apparsa già più volte nella variante Delta – si chiama A222V, mentre l’altra è la Y145H.

Ipotesi e incertezze degli esperti

Quanto queste mutazioni nella Spike possano incidere sulla maggiore aggressività è da definire“, osserva Zollo. E aggiunge: “I dati non sono ancora sufficienti per poter trarre conclusioni“. Tuttavia, alcuni ricercatori britanniciJeffrey Barrett del Wellcome Sanger Institute di Cambridge e Francois Balloux dell’University College di Londra – hanno dichiarato plausibile l’ipotesi di una maggiore aggressività della variante AY.4.2. Rispetto alla variante Delta, si dice possa essere dal 10% al 15% più dannosa.

Infine, conclude Massimo Zollo: “Quello che è chiaro fin da adesso è che le possibili azioni per contrastare eventuali varianti in grado di sfuggire ai vaccini sono almeno due: la prima potrebbe portare a farmaci in grado di bloccare l’ingresso del virus nelle cellule; la seconda punta a generare nuovi antivirali che blocchino la replicazione del virus nelle cellule“.

 

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