Cinque anni di reclusione: questa è la pena chiesta dalla pubblico ministero per un padre accusato di maltrattamenti aggravati. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Messaggero, che ha diffuso i dettagli, l’uomo avrebbe sottoposto la moglie e i tre figli a un clima di terrore: la sentenza del tribunale è attesa per ottobre. Come ricostruito dal quotidiano di Roma, al centro delle accuse c’è una rigida alimentazione vegana trasformata in uno strumento di tortura.
L’imputato arrivava a buttare nella spazzatura i pasti già pronti al minimo sospetto di violazione del divieto sui prodotti animali. Le punizioni scattavano per motivi futili, come la lentezza nel vestirsi anche per questo i bambini venivano costretti a fare docce gelate, a saltare i pasti o a restare sul patio al freddo in mutande. I dettagli riportati da Il Messaggero descrivono episodi brutali: un figlio colpito con un mestolo, un altro afferrato per le caviglie e appeso a testa in giù, la figlia maggiore ha subito la distruzione del pc.
La famiglia romana veniva svegliata all’improvviso per cercare oggetti smarriti dal papà, come il telecomando della televisione. Inoltre, i figli erano obbligati a restare in piedi accanto al letto dell’uomo per vegliare sul suo sonno. Dunque il genitore deve rispondere anche di lesioni personali nei confronti della moglie che è stata aggredita fisicamente e segregata a chiave nella stanza da letto. Negli atti della procura emerge infine un ultimo divieto assoluto: nessuno in casa poteva sfiorare i beni personali dell’uomo, che continuava ad accumulare oggetti in modo compulsivo e incontrollato.


