HomeCronacaL'ordine dal carcere del boss di Fuorigrotta: "Mi devono portare il motorino"

L’ordine dal carcere del boss di Fuorigrotta: “Mi devono portare il motorino”

PUBBLICITÀ

C’è anche la rapina di un Honda SH nell’indagine della Procura di Napoli che ha portato all’arresto di due affiliati al clan Iadonisi: anche questo episodio sarebbe riconducibile alle tensioni con i rivali del clan Troncone. All’indomani della sottrazione dello scooter, avvenuta il primo marzo 2024, il boss e il figlio detenuti nel carcere di Secondigliano avrebbero discusso dell’offesa ricevuta dai rivali del Rione Lauro. La rabbia dei vertici della camorra di Fuorigrotta emerge chiaramente dalle intercettazioni, ma alla fine lo scooter sarebbe stato restituito grazie all’intervento di “Giò”, ras di un altro clan del Rione Traiano.

“Mi devono portare il motorino”, il messaggio del boss detenuto nel carcere di Secondigliano

I due congiunti, detenuti nel carcere di Secondigliano, sono stati intercettati da una microspia installata nella loro cella mentre discutevano attraverso un cellulare introdotto illegalmente: “Giò Giò, senti a me, non ti cerco niente, devono prendere il motorino e me lo devono portare, perché noi non le abbiamo mai fatte queste cose… si mettono dove stanno di casa loro… quello che stanno facendo non ci interessa. Quello che… devono portarlo… fate quello che… nel Rione vostro...”. L’episodio è stato confermato anche da Gianluca Cuomo, arrestato lunedì 13 luglio; l’affiliato al clan Iadonisi ha infatti confessato a una conoscente: “E il motorino se lo ha avuto… non lo ha avuto per mezzo di V., perché V.”.

PUBBLICITÀ

La ricostruzione della DDA di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, ha fatto luce su una violenta lite stradale tra i membri dei due clan, poi degenerata in un agguato a colpi di pistola: quattro i proiettili esplosi ad altezza uomo. Ad avere la peggio sono stati gli esponenti del clan Troncone che, nel caos, hanno abbandonato lo scooter di cui si sarebbero poi impossessati proprio Cuomo e Giuseppe Vitale. Le accuse contestate ai due affiliati al clan Iadonisi sono, a vario titolo, tentato omicidio plurimo, porto e detenzione di arma clandestina, ricettazione e rapina.

Faida tra i clan di Fuorigrotta, l’affiliato sul raid: “Voleva fare il supereroe”

PUBBLICITÀ
Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
PUBBLICITÀ