Duplice omicidio a Giugliano, due indizi portano dritti all’Alleanza di Secondigliano

Il duplice omicidio di Vincenzo ed Emanuele Staterini il 25 maggio 2017 a Giugliano potrebbe essere maturato in ambienti vicini all’Alleanza di Secondigliano. Due delitti eccellenti su cui gli inquirenti non hanno mai del tutto mollato la presa. Due in particolari sarebbero gli elementi che spingerebbero gli inquirenti in tal senso, e in particolare sugli alleati del clan Vastarella a cui gli Staterini in passato appartenevano prima di rompere con il loro capoclan, Patrizio. Alcuni di tali elementi sono contenuti nell’ultima ordinanza di custodia cautelare che ha smantellato il clan Sequino, storico avversario proprio del gruppo delle Fontanelle. In una serie di intercettazioni in carcere, dopo aver parlato della dinamica dell’agguato, Salvatore Sequino, capo del gruppo che per mesi si è conteso la Sanità con i Vastarella, fa riferimento ad una discussione in cui la moglie di Vincenzo Staterini si era rivolta alla cognata, ossia Addolorata Staterini, moglie di Patrizio Vastarella, prendendosela con il boss. Secondo Sequino, pertanto, sarebbe bastato fare attenzione a qualche particolare per indirizzare le indagini verso i Vastarella: «La hanno chiuso tutto il paese, la stavano cinque o sei di loro intorno chiusi per questo sono andati tranquilli hanno detto se è qualcosa ci avvisano, perché sono andati troppo a padroni, il mezzo a cavalletto, …la se è come porta il giornale il reato lo pagano…mille mille….perché la è nata una discussione nella famiglia…la moglie del morto se la prende con la cognata dice “quello scornacchiato di tuo marito”…basta una piccola cosa che esce da fuori e riescono ad intercettarla … E’ chiuso il libro si mettono addosso e dicono “allora cosi è …è partito da la».

Il colloquio in carcere

Sonia Esposito, moglie di Salvatore Sequino, durante un colloquio con il marito fa notare come i Vastarella di fatto non fossero a lutto per il duplice omicidio, nonostante la parentela. Il motivo? La durata prolungata dei festeggiamenti relativi ad un battesimo: «Per me già non stanno a lutto perché hanno fatto un battesimo che inizio un giorno prima e fini il lunedi mattina…» . Sequino a quel punto dichiara che essendo i Vastarella responsabili dell’agguato, era normale che si disinteressassero del lutto «Quelli loro sono stati!…che se ne devono fottere». A questo punto interviene Antonio Sette, nipote del boss Sequino, il quale riporta alcune voci di strada secondo cui, Addolorata Staterini avrebbe accusato Patrizio Vastarella della morte del fratello e del nipote, invitandolo ad uccidere anche lei «Quello dicono che la moglie…..sentito dalla bocca della gente eh ..diceva “adesso ne hai fatti due adesso ne devi fare tre, devi uccidere anche a me».

L’altro elemento

Fin qui solo supposizioni dei Sequino. A queste però va ad aggiungersi un altro elemento: le immagini agghiaccianti di quel delitto immortalano uno dei killer con casco integrale con un passo claudicante, elemento di non poco conto e che potrebbe spingere gli inquirenti ad identificare i sicari di quella spedizione di morte da ricercare, come suggerito da alcuni investigatori, negli ambienti dell’Alleanza di Secondigliano, la maxi federazione alleata dei Vastarella i cui killer hanno fama di «non sbagliare mai un colpo».