Il grande finale di Gomorra 4, i fans: “Vogliamo Alfredo Canale ‘o Maestrale”

Finale di stagione, la quarta, per Gomorra – La serie. Il cerchio si stringe attorno a Patrizia e a Enzo, ma anche Genny si trova in una posizione delicata, tra i Levante e Ruggieri. Di chi fidarsi veramente? Soprattutto: è possibile fidarsi veramente di qualcuno? Non perdere l’undicesimo e il dodicesimo episodio di Gomorra 4, in onda in prima tv su Sky Atlantic venerdì 3 maggio alle 21.15.

Gomorra 4, episodio 11

Don Gerlando si rende conto che Michelangelo è sempre più lontano da lui e dai suoi fratelli e sempre più vicino a Patrizia. Bisogna agire subito, prima che la sua fedeltà passi completamente dall’altra parte. Allontanato da Secondigliano – dopo i falliti attentati Donna Patrì non può commettere l’errore di concedere ulteriore asilo a Sangue Blu – e braccato da Elia Capaccio, Enzo, insieme a Maria e a un manipolo di fedelissimi, vive nascosto nell’ombra. Patrizia è assalita dalla paranoia: sente che suo marito le sta nascondendo qualcosa. Lui, preoccupatissimo per lei e per Bianca, compie un gesto estremo. Intanto Genny, intenzionato a riprendersi il suo regno, deve capire come muoversi, perché Ruggieri gli sta alle calcagna. Azzurra lo sprona a reagire il prima possibile, altrimenti tutto ciò che hanno fatto finora per dare a Pietro una vita migliore non sarà servito a niente. Il fantasma di suo padre, il leggendario Don Pietro, continua ad aleggiare su Gennarì: se le colpe dei padri ricadono sui figli, non è forse perché, in fondo, i figli assomigliano ai padri più di quanto non vogliano ammettere?

Gomorra 4, episodio 12

Il sogno di Gennaro, l’aeroporto, finalmente è diventato realtà, ma la situazione in cui si trova Secondigliano non lo lascia per niente tranquillo, soprattutto ora che il potere di Patrizia sta vacillando. I Levante sono pronti ad approfittarne, ma ciò che Don Gerlando non ha capito è che Genny non solo è molto più simile del previsto a suo padre, ma anche che è più furbo determinato di lui. E sappiamo bene come la pensava Don Pietro riguardo quel ramo della famiglia di Donna Imma. Enzo e i suoi sono braccati da Elia Capaccio, intenzionato a vendicare la morte del fratello Ferdinando e a cancellare per sempre dalla faccia della Terra Sangue Blu. Patrizia e Michelangelo sono con le spalle al muro: la determinazione di Ruggieri ha raggiunto anche loro. Con il supporto del misterioso O’ Maestrale, e con i suoi uomini a completa disposizione, Genny è pronto a sferrare il suo attacco.

Chi è il Maestrale

Nell’episodio 10 di Gomorra 4, Genny Savastano incontra uno degli uomini di ‘o Maestrale – interpretato da Ciro Esposito, che qualcuno ricorderà da ragazzino nel ruolo di Raffaele Aiello in Io speriamo che me la cavo – e dice che gli serve il suo aiuto, quello di “un alleato forte. Lui non ha avuto paura di strappare il cuore al nemico in carcere”. C’è addirittura chi per scherzare spera che il maestrale sia interpretato da Nicola Di Pinto, conosciuto per l’interpretazione di Alfredo Canale nella pellicola ‘Il Camorrista’ di Tornatore.

 

Questi sono gli unici dettagli che sappiamo su ‘o Maestrale, personaggio misteriosissimo, di cui non c’è traccia neanche sui credits elencati sul pressbook ufficiale della quarta stagione di Gomorra. Potrebbe trattarsi di un personaggio che già conosciamo o che conosceremo in futuro, magari durante la stagione 5 di Gomorra, già confermata da settimane. Sarebbe una cattiveria nei confronti dei fan, quindi ci auguriamo di no.

Le teorie sui social, come abbiamo accennato all’inizio, non sono tardate ad arrivare: alcune sono interessanti, altre decisamente fantasiose. Qualcuno ha azzardato che ‘o Maestrale possa essere addirittura Gianluca Colucci, il Fru dei The Jackal (solo perché questi ha pubblicato un selfie con Arturo Muselli, che in Gomorra interpreta Enzo ‘o Sangue Blù).

Gomorra 4. Genny chiede aiuto a O’ Maestrale

La serie tv Gomorra, tratta dall’omonimo best seller di Roberto Saviano, è un successo nazionale e si ispira evidentemente a fatti di cronaca e boss della camorra realmente esistiti. Ieri nell’episodio 9 e 10, che ha tenuto incollati davanti allo schermo milioni di telespettatori i riferimenti a fatti di cronaca realmente accaduti non sono mancati. In una delle scene finali, Genny Savastano, anzi, Don Gennà, si incontra con un uomo di fiducia di O’ Maestrale.

A quanto pare questo oscuro individuo non ha potuto presentarsi personalmente all’incontro a causa di un imprevisto. Genny risponde di non preoccuparsi: sa bene cosa significa vivere stando sempre allerta. Il rappresentante è perplesso: pensavano tutti che si fosse ritirato. “E’ vero, ma ora ho i soldi, le conoscenze e le capacità. Soprattutto, ho la necessità di riprendermi tutto ciò che è mio.” Ribatte Genny, citando inconsapevolmente suo padre.

Il rappresentante ha un’altra domanda per lui: perché proprio U’ Maestrale? Perché “la prossima sarà una guerra lunga e faticosa, e un uomo che ha avuto il coraggio di mangiare il cuore del proprio nemico dentro il carcere è un uomo pronto a tutto.” Don Gennaro ha bisogno di una persona così, e poco importa se dopo quel gesto ci sono stati vent’anni di carcere in massimo isolamento e il voltafaccia generale degli ex compagni, perché prima c’è stata un’ambizione esagerata. E quella è una cosa che non muore mai.

Lampante ed immediato per molti è risultato il riferimento a Pasquale Barra , che fu luogotenente di Raffaele Cutolo. Barra, 72 anni, soprannominato “‘o animale” era uno dei più feroci killer della camorra. Uccise con 40 coltellate Francis Turatello, profanandone il cadavere, ma commise anche numerosi altri delitti.  Barra avrebbe azzannato le interiora di faccia d’angelo e, secondo alcuni testimoni, gli avrebbe strappato il cuore e l’avrebbe preso a morsi, forse anche mangiato un pezzo.
Barra nel 1983 decise di collaborare con la giustizia e accusò ingiustamente anche Enzo Tortora.