Furti d’auto tra Miano e Secondigliano, il pentito Tamburrino:«Vi dico chi c’è dietro»

Sono settimane che nei quartieri dell’area nord di Napoli si registrano furti e tentati furti di automobili. Un affare originariamente slegato dalle attività principali dei clan ma col tempo cresciuto sempre più divenendo un vero e proprio ‘core business’ delle maggiori consorterie criminali della zona. Secondo alcune informative e secondo le parole del collaboratore di giustizia Salvatore Tamburrino dietro questa nuova inflazione di furti vi sarebbe un gruppo di giovani che un tempo agivano sotto le direttive dei Di Lauro, gruppo che avrebbe la propria base nel rione Don Guanella. Il pentito ha rilasciato ai magistrati informazioni molto circostanziate spiegando anche come funziona questo sistema nel sistema.

La rivelazione di Tamburrino

Tamburrino continua: «I furti della auto inizialmente non erano a sistema camorristico. Salvatore Di Lauro voleva avviare questa attività che consiste nella squadretta di ladri che si occupava di rubare le auto, soprattutto di valore; era composta da….. e da due ragazzi del Don Guanella…… poi c’era….. detto….. Adesso questi ragazzi sono a sistema. Le auto erano portate a Giovanni Cortese ‘o cavallaro. Cortese aveva la sua squadretta che si occupava di contattare la vittima, organizzare il cavallo di ritorno ed eventualmente contattare i ‘muzzatori’. Sono i i soggetti che si occupavano della mediazione con altri gruppi criminali per fare il cavallo di ritorno nella loro zona». Secondo Tamburrino:« Il clan Di Lauro ha impostato questa attività a sistema camorristico da quando è uscito Salvatore Di Lauro. Inizialmente non voleva per non coinvolgere la sua famiglia. Poi c’è l’attività illecita della clonazione delle auto rubate in Italia, cui viene attribuita la documentazione estera soprattutto Spagna e Germania, che ci procuravano documenti veri rubati all’estero dalla paranza del rione Don Guanella».
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