Arrestata la vedova del boss Vastarella, ucciso nella Strage delle Fontanelle

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Rita Cantalupo e Giuseppe Vastarella

Arrestata la vedova del boss Vastarella, ucciso nella Strage delle Fontanelle. Ieri mattina i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Capodimonte una 41enne a bordo di un motoveicolo che, alla loro vista, ha accelerato la marcia. I poliziotti l’hanno raggiunta e bloccata trovandola in possesso di un panetto di hashish del peso di circa 100 grammi. Rita Cantalupo è stata arrestata, nuovamente, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’ARRESTO DELLA MOGLIE DI VASTARELLA NEL NOVEMBRE 2017

Il 22 novembre 2017 uomini della polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri effettuarono un servizio straordinario di controllo del territorio nel quartiere Sanità. L’attività di controllo delle forze dell’ordina interessò la zona delle Fontanelle, roccaforte del clan camorristico riconducibile alla famiglia Vastarella.

Nel corso di una perquisizione domiciliare gli uomini del commissariato San Carlo all’Arena rinvennero, nell’abitazione di Rita Cantalupo, confezioni di hashish. Il peso complessivo era di 219 grammi. Nonché la somma di 1.100 euro, suddivisa in banconote di diverso taglio.

L’allora 38enne napoletana era la vedova di Giuseppe Vastarella (figlio di Raffaele ‘l’immortale’ fratello di Patrizio considerato l’attuale reggente del sodalizio). L’uomo ucciso in un agguato camorristico nell’aprile del 2016. Arrestata, in occasione di quel blitz, anche Rita Cantalupo per detenzione al fine di spaccio di droga.

LOTTA TRA I CLAN VASTARELLA E I SEQUINO

La cosca, indicata da diverse informative di polizia, come quella egemone tra la parte alta del rione e Materdei, da tempo è in contrasto con i Sequino di via Santa Maria Antesaecula. L’attività degli uomini in divisa non si è comunque fermata all’arresto di Rita Cantalupo. Nel corso della mattinata, infatti, le forze dell’ordine effettuarono21 perquisizioni domiciliari, in particolare nelle abitazioni di alcuni appartenenti alla famiglia Vastarella, allora, sottoposti a misure di sicurezza e agli arresti domiciliari.

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