Già con i lunghi mesi di confinamento fra le mura domestiche della scorsa primavera anche gli individui più refrattari alle tecnologie hanno imparato ad apprezzare le potenzialità delle comunicazioni a distanza, sia per il mantenimento del proprio posto di lavoro tramite lo smart working che la continuazione di un ambiente sociale in “modo alternativo”.

Così la guerra delle applicazioni per le videochiamate è entrata nel vivo più che mai, spingendo il celeberrimo Google ad aver introdotto una nuova funzionalità per il proprio servizio Google Meet: la possibilità di eliminare i rumori di fondo da tutte le chiamate, grazie a sofisticati algoritmi che filtrano tutte le frequenze audio in entrata, anche su dispositivi mobili.

Il nobile scopo che ha portato all’implementazione di tale feature è quella di garantire una migliore qualità di comprensione delle conversazioni, ma anche per venire in nostro soccorso e non far percepire al nostro interlocutore alcuni rumori potenzialmente imbarazzanti come il sussurro di un amante o il baccano dei figli che non riescono a tacere durante una riunione di lavoro con il capo.

Il fatto che un’azienda fornisca un mezzo di comunicazione economico o gratuito per le persone non implica che gli utenti siano disposti a sacrificare la loro privacy e sicurezza, fornendo informazioni sensibili su se stessi o sulle loro attività attraverso una piattaforma di comunicazione che finisce per utilizzare quei dati in modi che sono dannosi per l’utente. Ciò è particolarmente vero se l’utente paga per tale servizio.

“Dopo aver introdotto il suo servizio di videoconferenza su Gmail per desktop, il gigante della tecnologia Google – hanno commentato perentoriamente dal sito di reviewbox.it – non avrebbero potuto indugiare oltre nel portare Google Meet su Gmail per Android e iOS, con la nuova scheda Meet sull’app Gmail del telefono. Da un punto di vista dell’usabilità e della UI ha fatto un’ottima integrazione, permettendo all’utente di vedere le prossime riunioni programmate in Google Calendar e unirsi a loro con un solo tap. Nella scheda Meet, tocca “Nuova riunione” per avviare immediatamente una riunione, ottenere un collegamento alla riunione da condividere o per pianificare una riunione in Calendar. Mediante “Partecipa con un codice”, si può partecipare alle riunioni condivise con te inserendo un codice riunione. Un passo in avanti per resistere con forza alla spietata concorrenza dell’altra piattaforma americana per conference call, Zoom.”.

La funzionalità di cancellazione del rumore utilizza un modello di apprendimento automatico in grado di comprendere la differenza tra rumore e parlato. Per filtrare il rumore di fondo, la voce degli utenti viene inviata dal dispositivo a un data center di Google, che è dove passa attraverso il modello di machine learning.

Una volta completata l’elaborazione, viene nuovamente crittografata e rinviata alla chiamata di Google Meet: un’attenzione aggiuntiva per la sicurezza, affinché il servizio sia ancora più appetibile per i tantissimi clienti business che prediligono questa piattaforma da anni.

Sarà molto interessante vedere anche come cambieranno le abitudini degli internati americani in occasione delle elezioni presidenziali, con la proposta choc di Facebook di disattivare il proprio profilo Instagram in cambio di denaro prima del voto.

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