Guerra di camorra a Ponticelli, l’omicidio Solla ha decretato nuovi assetti nel rione

Il fallito agguato a Francesco De Martino riaccende i riflettori sulla guerra che da mesi si sta combattendo a Ponticelli. Una diatriba armata sia diretta sia per ‘procura’ (con i clan delle vicine e Barra e San Giovanni a Teduccio alleate con le due opposte fazioni) cristallizzatasi con un omicidio, quello di Salvatore Solla, il ras della droga con base nel lotto O. Solla fu ucciso nel dicembre del 2016: un delitto il suo ricostruito da alcuni collaboratori di giustizia che hanno anche spiegato come proprio dai palazzoni di viale delle Metamorfosi sarebbe partita l’avanzata di un nuovo gruppo, i Minichini-Schisa-De Luca Bossa-Solla desiderosi più che mai di riconquistare gli spazi fin lì occupati dai De Micco, i famigerati ‘Bodo’.  Stando al racconto di Ciro Niglio, Solla fu ucciso proprio per il suo diniego relativo al pagamento di una quota ai De Micco relativa al mantenimento della sua piazza di spaccio. Per quell’omicidio Antonio De Martino, figlio di Francesco, è considerato uno degli autori. Secondo gli investigatori Luigi De Micco avrebbe ordinato l’omicidio di Salvatore Solla attraverso questo sms: «Amo’ state là..mò vi aggiorno io e vi mando gli indumenti per stare pronti». Il destinatario del messaggio, inviato il 23 dicembre del 2016 sarebbe stato propri Antonio De Martino.

Un delitto che ha messo i De Martino nel mirino della nuova formazione che, dopo il maxi blitz che nel novembre scorso ha decapitato i Bodo, ha cercato di far valere tutto il suo peso criminale attraverso stese e minacce. Una nuova formazione che avrebbe agganci anche tra gli scissionisti di Barra e il clan Rinaldi del rione Villa.