HomeCronacaI soldi del clan Contini nelle pizzerie, inchiesta in frantumi: tutti assolti

I soldi del clan Contini nelle pizzerie, inchiesta in frantumi: tutti assolti

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Soldi del clan Contini investiti nelle pizzerie, raffica di assoluzioni. Questa la decisione presa dal tribunale di Napoli che ha assolto le persone arrestate nel corso di un blitz del maggio 2024. Una vera e propria picconata all’inchiesta condotta dalla Dda partenopea: assolti dunque Deborah Capasso (difesa dall’avvocato Leopoldo Perone), Vincenzo Capozzoli (difeso dagli avvocati Claudio Davino e Antonietta Genovino), Massimiliano Di Caprio (difeso dagli avvocati Vittorio Giaquinto e Fabio Visco), Guido Albano (difeso dagli avvocati Fabio Visco e Ciro Cerino) e Giulia Nappo. I giudici hanno anche disposto la restituzione di tutti i beni.
Le indagini, culminate nell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli De Angelis ebbero origine nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gennaro De Tommaso che ha riferito in merito alla riconducibilità della pizzeria Dal Presidente ad esponenti del clan dell’Alleanza di Secondigliano. Secondo la ricostruzione fornita dal collaboratore di giustizia, Di Caprio sarebbe entrato a far parte della pizzeria come socio dopo la richiesta di aiuto presentata dall’ex titolare che si era ritrovato in difficoltà economiche.

Secondo la Procura la società era gestita, di fatto, dal cognato del detenuto, anche lui con precedenti penali, titolare pure di un’attività di vendita di prodotti da forno. Sarebbe stata appurata anche la fittizia intestazione di un’impresa individuale operante nel settore dei servizi turistici, che il precedente titolare sarebbe stato costretto a dismettere a causa di minacce, percosse e intimidazioni, e di sette immobili di pregio situati a Napoli. Tutto il denaro sequestrato e gli immobili sono stati restituiti.

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“Siamo contenti – commentano gli avvocati Fabio Visco e Leopoldo Perone – perché da sempre il collegio difensivo è stato convinto dell’estraneità di Di Caprio dai contesti criminali a cui veniva accostato. Resta una vicenda drammatica, per come è stata vissuta dagli imputati che hanno anche patito le misure cautelari in carcere e ai domiciliari. La Giustizia ha fatto il suo corso e la magistratura si è pronunciata con serenità restituendo dignità a un imprenditore che aveva avuto la forza di uscire da un passato difficile diventando uno dei ristoratori più conosciuto a Napoli e in Italia”.

L’avvocato Perone ha voluto ricordare che si è trattato “di un inter processuale particolarmente complesso, con due pronunciamenti della Corte di Cassazione che, annullando le altrettante ordinanze del Riesame, hanno posto le condizioni per la sentenza di oggi”.

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