Undici arresti per le minacce a scopo estorsivo e il sequestro di persona di un imprenditore, titolare di una rivendita di orologi e auto di lusso a Curti. Il gip del tribunale di Napoli ha emesso nei confronti degli indagati l’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Dda di Napoli.
Sequestrarono l’imprenditore per non aver venduto la Lamborghini da 600mila euro, 11 arresti nel Casertano
Nove degli indagati erano già stati colpiti da provvedimento di fermo, successivamente convalidato dai giudici di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord. Si tratta di Francesco Argenziano, Domenico Cuono Buonavolontà, Pasquale Campolattano, Andrea Menditti, Fabrizio Menditti, Antonio Rosato, Lorenzo Smeragliuolo, Marco Valletta e Carmine Derrotti.
A loro si aggiungono altri due indagati, già detenuti per altri reati, colpiti dal provvedimento eseguito nella mattinata di oggi – sabato 27 giugno – dalla squadra mobile. I due avrebbero fatto da intermediari, con videochiamate dal carcere, tra la vittima che sarebbe stata anche minacciata, e gli estorsori.
Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile di Caserta in maniera capillare tra le provincie di Napoli e Caserta, hanno consentito di ricostruire le diverse fasi della vicenda e di individuare i presunti responsabili. Le accuse sono di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali, aggravati dall’uso delle armi e dal metodo mafioso.
La vicenda – al centro dell’indagine – nasce dalla mancata vendita di una Lamborghini da 600mila euro per la quale Derrotti – broker di auto di lusso – pretende la restituzione dei soldi da parte della vittima.
Le pressioni dei clan
Cominciano così le pressioni, il malcapitato viene contattato prima da Pasquale Apicella, alias ‘o Bellomm, esponente apicale del clan dei Casalesi, che in videochiamata gli annuncia: “Tieni un problema a Casale”. Poi l’intervento dei Menditti di Recale, contigui al clan Belforte, mediato da Francesco Argenziano.
Un’escalation di minacce che culmina nel sequestro di persona di maggio scorso. La vittima all’uscita dal lavoro viene seguita e sequestrata. L’imprenditore viene condotto in un luogo isolato e violentemente malmenato e minacciato. Nel corso dell’azione criminosa, la vittima è stata privata di un’ingente somma di denaro contante, di un orologio di lusso e di un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture di extralusso custodite presso la concessionaria nella sua disponibilità.

