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Indagine contro le baby gang a Napoli, premiati gli investigatori della Squadra Mobile

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Mercoledì il prestigioso riconoscimento “Il Premio Ammaturo Legalità – Città di Napoli – XVII Edizione” è stato conferito al personale della Terza Sezione della Squadra Mobile, del Commissariato di Pubblica Sicurezza San Ferdinando e del Commissariato di Pubblica Sicurezza Montecalvario, nelle persone del Commissario Lucia Esposito, dell’Ispettore Alessandro Maria Pane, l’Ispettore Antonio Ivan Sollo, il Vice Ispettore Aniello Ciccarelli, il Sovrintendente Maria Rosaria Lo Sapio, il Sovrintendente Marco Mola, l’Assistente Capo Coordinatore Ciro D’Angelo, l’Assistente Capo Coordinatore Pasquale Servodidio, l’Assistente Capo Coordinatore Antonio Iannotta, l’Assistente Capo Coordinatore Gaetano Simeone e l’Assistente Capo Francesco Iacolo, per aver condotto una brillante operazione di polizia giudiziaria che ha consentito di eseguire, in appena trenta giorni, due decreti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, nei confronti di 7 indagati, di cui 3 maggiorenni e 4  minori di anni diciotto, appartenenti a due distinte consorterie criminali contrapposte operanti nelle zone dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia.

Scontro tra baby gang a Napoli

I soggetti coinvolti, nella notte del 12 dicembre 2025, si erano affrontati nei pressi della centralissima Piazza Carolina in un cruento scontro a fuoco. Nella circostanza gli investigatori, attraverso l’analisi tecnica delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza e grazie a una straordinaria conoscenza dei soggetti orbitanti negli ambienti malavitosi della zona centrale di Napoli, sono riusciti in tempi brevissimi a ricostruire la dinamica degli eventi, a individuare gli autori dei reati e ad eseguire i decreti di fermo per i reati di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi da fuoco con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione, che ha suscitato una vasta eco nell’opinione pubblica, ha contribuito ad accrescere il prestigio e l’immagine della Polizia di Stato.

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