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La camorra lascia il posto a una nuova casa per 12 disabili a San Giorgio a Cremano

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Sono stati inaugurati lunedì 29 giugno 2026, negli appartamenti di via Gramsci 2, all’interno del Parco Bacci a San Giorgio a Cremano, due nuovi co-housing destinati a persone con disabilità. Gli alloggi accoglieranno complessivamente 12 persone, offrendo loro un percorso di autonomia, vita condivisa e inclusione sociale nel segno del “Dopo di Noi”, ovvero l’insieme di misure pensate per garantire benessere, autonomia e continuità della vita sociale alle persone con disabilità anche dopo la morte dei genitori o dei tutori.

All’inaugurazione hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e del mondo sociale, tra cui l’assessore regionale Andrea Morniroli, la presidente della Commissione Sanità Bruna Fiola, il vicepresidente della Commissione regionale Anticamorra Giorgio Zinno, il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio Peppe Panico, Enrico Tedesco per la Fondazione Polis della Regione Campania, l’associazione Libera, rappresentata da Simona Ascione, l’Ambito N28, gli uffici comunali, gli operatori e i tecnici coinvolti.

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Progetto con fondi del PNRR

Il progetto, realizzato grazie ai fondi del PNRR, nasce dalla collaborazione tra il Comune di San Giorgio a Cremano, l’Ambito N28 e la Cooperativa Sociale Bambù ONLUS. Avviato durante l’amministrazione del già sindaco Giorgio Zinno, oggi diventa realtà grazie a un lavoro condiviso tra istituzioni, uffici comunali, tecnici, operatori sociali e Terzo Settore. Gli appartamenti hanno un forte valore simbolico e civile: immobili di edilizia residenziale sottratti alla criminalità organizzata e restituiti alla comunità con una nuova funzione sociale. Spazi che da luoghi segnati dalla sopraffazione diventano case accessibili, sicure e pensate per garantire dignità, autonomia e futuro a persone con disabilità e alle loro famiglie. Le abitazioni sono moderne, prive di barriere architettoniche e dotate di sistemi domotici, progettate per favorire la massima autonomia possibile degli ospiti e sostenere percorsi di vita indipendente in un contesto comunitario.

La Cooperativa Sociale Bambù Onlus 

Al centro del progetto ci sarà la Cooperativa Sociale Bambù ONLUS, realtà radicata da 25 anni nel territorio vesuviano e punto di riferimento per molte famiglie. Proprio dall’ascolto quotidiano del territorio, dalla conoscenza diretta dei bisogni delle persone con disabilità e dal rapporto costruito nel tempo con le famiglie è nata l’idea del co-housing. “Questo progetto nasce da una domanda molto concreta che le famiglie dei ragazzi che frequentano il nostro Centro Diurno Polifunzionale per persone con disabilità ci hanno posto più volte: dove andranno a vivere i nostri figli, soprattutto quelli più adulti, dopo di noi?”, dichiara Giovanpaolo Gaudino, presidente della Cooperativa Sociale Bambù ONLUS dalla sua nascita. “Quando sul territorio si incrociano le storie di una comunità che si muove insieme, si riescono a costruire risposte. E la risposta oggi è questa: il co-housing. In 48 ore siamo stati in grado di individuare 12 utenti per questo servizio, segno evidente di un bisogno reale e urgente”.

Tirocini e percorsi di autonomia personale

Il percorso non si limiterà alla dimensione abitativa: sono previsti anche tirocini, percorsi di autonomia personale e avvicinamento al mondo del lavoro, con l’obiettivo di accompagnare le persone non solo ad abitare una casa, ma a vivere pienamente la città. “Anche questo è possibile grazie a un ecosistema che funziona: servizi sociali, Ambito, cooperativa, associazioni e imprese sociali”, prosegue Gaudino. “Alcuni dei nostri ragazzi oggi già lavorano nel Parco Susanna, in cogestione con il Comune di San Giorgio a Cremano, e al ristorante-bistrò Dabliu, all’interno di Villa Fernandes a Portici. L’obiettivo è permettere loro di vivere la città, attraversarla, abitarla, sentirsi parte di una comunità. Le risposte sono valide solo se ci si mette insieme, se si fa rete. È questo l’obiettivo con cui nasce la Rete di Comunità Vesuviana, di cui ci pregiamo di essere cofondatori: le esigenze delle persone e delle famiglie sono complesse e hanno bisogno di risposte complesse”.

La dedica per Anna Maria Esposito

Nel corso dell’inaugurazione è stata annunciata anche l’intitolazione degli appartamenti ad Anna Maria Esposito, cittadina di San Giorgio a Cremano uccisa dalla criminalità organizzata negli anni Novanta. Una scelta nata dal percorso promosso dagli studenti del plesso Dorso, che hanno raccolto 23.000 firme per chiedere che un bene comune portasse il suo nome.

“Una scelta che nasce dal bellissimo percorso portato avanti dagli studenti del plesso Dorso, capaci di raccogliere ben 23.000 firme per chiedere che un bene comune portasse il suo nome. A loro, alla dirigente scolastica Isabella Bonfiglio e a tutta la comunità scolastica va il mio più sincero ringraziamento. Scuola, cultura, educazione, legalità e inclusione camminano insieme. Sono i valori sui quali vogliamo continuare a costruire la nostra città”, dichiara Michele Carbone, neoeletto sindaco di San Giorgio a Cremano.

 

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