variante indiana

È stata individuata anche in Veneto la variante indiana del Coronavirus. Lo ha reso noto il presidente regionale Luca Zaia.

“Si tratta – ha detto – di due cittadini indiani di Bassano, padre e figlia, con la variante indiana. Le varianti ormai sono migliaia, e prima o poi arrivano tutte. Affrontiamo giorno dopo giorno questi aspetti, e andiamo avanti”.

Variante indiana: L’India in ginocchio, l’Europa promette aiuto

L’Unione europea si prepara a fornire “assistenza” all’India, al collasso per una pesantissima ondata di Covid. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Ospedali che lanciano sos perché i pazienti muoiono per mancanza di ossigeno: è questa l’ultima istantanea dell’incubo Covid in cui è ripiombata l’India, travolta da una variante che ha provocato un milione di contagi in tre giorni.

 

Una mutazione temibile che ora spaventa l’Europa. Dopo essere comparsa in alcuni Paesi, inclusa l’Italia, un primo caso è stato registrato anche in Svizzera, e altri due sono stati riscontrati in Grecia.

La variante denominata B.1.617, che presenta una doppia mutazione rispetto al ceppo originario e appare più facilmente trasmissibile, ha riportato l’India in piena emergenza. Appena un mese fa il ministro della Salute annunciava che l’epidemia era giunta “alla fine”, mentre adesso il governo è costretto a inviare le forze armate nelle aree più colpite per i rifornimenti. Negli ultimi tre giorni sono stati bruciati altrettanti record, con oltre 340 mila contagi registrati nelle ultime 24 ore (oltre un terzo degli 893 mila nel mondo, anch’essi un record). E molti esperti stimano che per il picco bisognerà attendere almeno tre settimane.

Complici anche i raduni di massa che sono una consuetudine per gli indiani, dalle riunioni d’affari ai matrimoni.

 

 

Per non parlare dei milioni di pellegrini che anche quest’anno si sono ammassati nel Gange per la rituale immersione. Gli ospedali a Delhi e in altre città sono al collasso, ma la situazione più grave è la carenza di ossigeno per le terapie intensive. “Viviamo in una città in cui respirare è diventato un lusso per tanti”, ha raccontato un medico di un ospedale della capitale alla Bbc, spiegando di passare tanto tempo al telefono, anche con i colleghi, a caccia di bombole. Solo al Jaipur Golden Hospital, in una notte, 20 pazienti sono morti perché rimasti senza ossigeno. L’unicità della variante indiana, proprio per via della sua doppia mutazione, è motivo di preoccupazione nel resto del mondo, Europa compresa, perché non è chiaro se i vaccini attualmente utilizzati siano in grado di neutralizzarla (in Israele Pfizer sarebbe risultato efficace, ma in modo ridotto).

 

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