Con la morte di Ciro Caiafa, ucciso la scorsa notte (leggi qui l’articolo di Internapoli), salgono a undici le persone uccise nel 2020 per motivi legati o quanto meno riconducibili a dinamiche criminali. Omicidi che hanno destato scalpore nell’opinione pubblica o che hanno permesso agli inquirenti di inquadrare i nuovi assetti malavitosi nei quartieri di Napoli. Il primo omicidio avviene il 23 gennaio: la vittima è Stefano Bocchetti, pregiudicato considerato vicino al gruppo di ‘Abbasc Miano’. Il gruppo che da tempo è in lotta per la conquista del quartiere con i Cifrone-Tipaldi (la ‘Miano di sopra’). I killer agiscono di prima mattina presso un circoletto di vico Vincenzo Valente non lasciando scampo a ‘Meniell’. Bocchetti, componenti del gruppo di ‘Abbasc Miano’ era stato tra gli autori del raid incendiario contro l’abitazione dei parenti di Luigi Cifrone. A quel gesto era seguito un fallito agguato a Giovanni Borriello (arrestato insieme agli altri ras di Abbasc Miano nel maxi blitz dello scorso febbraio).

La morte di Ugo Russo a Santa Lucia

Il 29 febbraio l’omicidio che desta maggiore scalpore perchè a morire è un 15enne, Ugo Russo dei Quartieri spagnoli. Teatro dell’omicidio la zona di Santa Lucia dove il ragazzo, insieme ad un complice, tenta una rapina ad un giovane in auto con la sua ragazza. I due non sanno che quello è un carabiniere in borghese. Questi reagisce e spara lasciando a terra il corpo esanime di Ugo Russo in via Generale Orsini. Seguirà la devastazione dell’ospedale Pellegrini da parte di persone considerate vicine al giovanissimo e gli spari contro la caserma Pastrengo. Una notte nerissima. La stasi criminale sembra placarsi almeno fino a maggio quando ad Acerra viene ucciso Pasquale Tortora ‘o stagnar indicato come reggente dell’omonimo gruppo criminale.

Ad agire killer al soldo della mala acerrana, col denaro per l’incarico, però, mai effettivamente pagato. Ad uno degli arrestati, Alessio Galdiero, sarebbero stati promessi 40mila euro per la commissione del delitto, oltre a 500 euro a settimana da consegnare alla moglie nel suo periodo di detenzione, soldi che non sarebbero mai stati pagati regolarmente. Una beffa. A giugno i proiettili ‘si spostano’ nell’area sud di Napoli, a San Giorgio a Cremano dove avviene l’omicidio di Raffaele Gallo. Gallo era il fratello del pentito Giovanni, l’uomo che ha accusato i fratelli Giuseppe e Andrea Attanasio dell’omicidio di Agostino Ascione.  I sicari in azione per l’agguato a San Giorgio a Cremano presumibilmente lo hanno seguito. Anch’essi in sella a moto e, dopo aver colpito l’uomo, pronti a dileguarsi nelle strade limitrofe.

Gli omicidi di Antimo Giarnieri a Casoria e di Salvatore Attanasio a Porta Nolana

L’estate continua a tinteggiarsi di rosso. A Casoria nella notte tra l’8 e il 9 luglio ad essere freddato dai killer è un 18enne, Antimo Giarnieri. Le ipotesi investigative per questo delitto sono tante: tra queste alcune minacce ricevute alcuni giorni prima dell’omicidio da soggetti non ancora identificati, soggetti a cui, molto probabilmente, la spavalderia del giovane non piaceva e che avrebbero deciso di regolarsi con l’unico mezzo che conoscono, con le armi. La pista maggiormente seguita conduce ai traffici di droga, diventati il business principale della camorra locale.

Gruppi locali fortemente ridimensionati dalla scure delle forze dell’ordine e soprattutto dal maxi blitz che alcuni giorni prima del delitto aveva spazzato via la fazione di San Pietro a Patierno della Vanella Grassi. Nella stessa Casoria da mesi è in corso del resto una ‘mini-faida’: uno scontro tra il gruppo Tortora (con a capo il ras Renato secondo gli inquirenti, arrestato pochi mesi prima) più legata al territorio e ai gruppi criminali ‘indigeni’ e il gruppo Iodice (capeggiato dal ras Pietro detto Pierino ‘a Siberia, anch’egli attualmente detenuto), strettamente legato e in affari con pregiudicati del vicino quartiere di San Pietro a Patierno e legato al gruppo Grimaldi, ‘costola’ della Nuova Vanella Grassi.

Il luglio di sangue continua a Porta Nolana con l’omicidio, a coltellate, di Salvatore Attanasio. In questo caso si giunge subito al responsabile: si tratta di Enrico Rispoli che avrebbe agito per vendetta. Il movente da ricercarsi nel forte risentimento nutrito nei confronti della vittima, ritenuta responsabile della morte del padre Salvatore Rispoli detto “o’merican”, avvenuto nella notte di Halloween del 2011.

Gli omicidi Riso e Caiafa

L’estate sembra regalarci un ritorno alla normalità solo apparente. La seconda ondata di Covid infatti è alle porte e gli omicidi riprendono. A via Licola-Cuma a Pozzuoli il 5 settembre viene ucciso Mario Di Flora. La vittima viene inseguita prima di essere trucidata nei pressi di un cancello. Un delitto fino ad oggi che solleva più di un interrogativo. A fine mese a Miano si torna a sparare con l’omicidio di Alessandro Riso, 28 anni e indicato come componente del gruppo Cifrone, quelli di ‘Miano di sopra’. Per gli inquirenti è la ‘risposta’ all’omicidio di Stefano Bocchetti di inizio anno. il 4 ottobre un altro tragico omicidio, quello di Luigi Caiafa. Un altro giovanissimo morto durante un tentativo di rapina. Sono le tre del mattino quando Caiafa, insieme al complice Ciro De Tommaso avvicinano un’auto nella parte bassa di via Duomo facendosi consegnare soldi e cellulari.

In pochi minuti sulla strada appaiono agenti in borghese che cercano di fermare i due giovani: De Tommaso punta la pistola contro un agente che risponde al fuoco ferendo mortalmente Caiafa che stramazza al suolo. Un’altra giovane vita strappata via. Giovanissimo come Benvenuto Gallo, ucciso lo scorso novembre a San Pietro a Patierno. Il giovane, 24 anni, era cugino di Vincenzo Grimaldi, considerato a capo dell’omonima fazione della Vanella Grassi e coinvolto in un maxi blitz di alcuni mesi prima che ha scompaginato il suo clan. Dieci omicidi eccellenti, dieci episodi di sangue tra Napoli e provincia.

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