Salvatore Pellecchia, Alexandr Babalyan e Vincenzo Brandi erano insieme la notte prima dell’omicidio di Emanuele Durante. I tre indagati sono stati filmati dalle telecamere, presenti in piazza Sanità, a pochi passi dall’altarino dedicato al 15enne Emanuele Tufano. Per la DDA di Napoli quelle immagini sono state fondamentali per l’identificazione dei presunti responsabili della morte del 20enne avvenuta in via Santa Maria degli Scalzi il 15 marzo del 2025.
L’omicidio di Emanuele Durante, le accuse contro i tre indagati
I tre indagati avrebbero deciso di vendicare la morte di Tufano. Pellecchia, cugino del 15enne, sarebbe stato il mandante e l’organizzatore del raid; il 31enne Brandi, cognato del minorenne, e Babalyan sarebbero stati gli esecutori materiali. Un’ora prima dell’omicidio, Brandi avrebbe individuato la Smart di Durante parcheggiata in via Salita Capodimonte.
L’agguato è stato organizzato con servizi di pedinamento, acquisizione della disponibilità di un’arma e di un motociclo rubato, a dimostrazione che si è trattato di un omicidio premeditato. I messaggi WhatsApp presenti nel cellulare di Durante dimostrano la sua paura di essere la vittima predestinata di un agguato fatale.
Il contesto criminale nel quartiere Sanità
Da decenni il quartiere Sanità è controllato dal clan Sequino che ha la sua roccaforte in via Santa Maria Antesaecula. Pellecchia è ritenuto ai vertici dell’organizzazione criminale mentre Babalyan è stato arrestato nel blitz anticamorra del febbraio 2019. Brandi è invece estraneo alla criminalità organizzata ma è legato al contesto malavitoso da legami di parentela con la famiglia Pellecchia.
La rimozione dell’altarino di Emanuele Tufano
Il 18 dicembre 2025 è stata rimossa l’edicola votiva costruita per omaggiare Tufano, ucciso il 24 ottobre 2024 a Napoli, nel corso di un conflitto a fuoco tra gruppi avversi di giovani criminali appartenenti ai quartieri Sanità e Mercato.
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