«Lo voglio con noi», l’idea dei boss di Scampia per cacciare i melitesi

Aveva capito che l’unico modo per vincere contro gli Amato-Pagano e cacciarli da Secondigliano e Scampia era quello di ottenere l’appoggio di Raffaele Imperiale detto ‘Lello di Ponte Persica’, l’intermediario della droga che da Dubai inondava di coca le casse dei melitesi. Arcangelo Abete sapeva che l’unico modo per vincere la guerra era quello di ottenere l’appoggio di questo personaggio considerato ‘fondamentale’ nello scacchiere criminale campano.

L’episodio è stato raccontato ai magistrati da Antonio Leonardi (e riportato dal Roma):«Abete conosceva assai bene questa persona, e verso luglio
del 2011, quando ormai c’era già stata la scissione con gli Amato Pagano, l’Arcangelo
voleva assolutamente contattare questo “Lello di Ponte Persica” che riteneva un
personaggio fondamentale. Era proprio questo “Lello di Ponte Persica” il principale
fornitore della droga degli Amato-Pagano e quindi lui rappresentava da tempo la loro
carta vincente. Era proprio questo “Lello di Ponte Persica” a garantire importazioni di
cocaina per diverse tonnellate per volta. L’obiettivo di Abete Arcangelo era quindi
quello di privare gli Amato-Pagano di questo loro fornitore che avrebbe dovuto
lavorare invece solo per noi, ovvero per le cinque famiglie che si erano riunite per
estromettere da Secondìgliano gli Amato-Pagano…omìssis… Questo “Lello di Ponte
Persica” era in sostanza la vera e propria “chiave del, problema”, ovvero colui che
poteva determinare la svolta definitiva nei rapporti di forza tra, noi e gli AmatoPagano.
Portare dalla parte nostra questo” Lello di Ponte Persica” significava mettere
le mani ed acquisire il controllo della principale fonte di importazione della droga in
Campania».