L’omicidio della donna a Melito fondamentale per la cattura di Marco di Lauro, il retroscena: “Sa dov’è”

Un filo rosso lega la cattura del superlatitante Marco Di Lauro con quanto avvenuto poco prima a Melito. La cattura del boss, infatti, inizia ben prima che polizia e carabinieri varchino la porta dello stabile al civico 324 in via Emilio Scaglione a Chiaiano. Forse. Perchè la cattura della ‘primula rossa’ della camorra potrebbe essere in qualche modo legata a quanto avvenuto poche ore prima a Melito dove Salvatore Tamburrino ha ucciso la compagna per poi consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine accompagnato dal suo legale. Tamburrino è infatti indicato dagli inquirenti come un fedelissimo proprio di Di Lauro junior: un dato da non trascurare. Secondo indiscrezioni Tamburrino avrebbe fornito nell’ascensore di via Medina un’informazione decisiva per la cattura del superlatitante. Una frase sussurrata ad uno degli agenti che l’hanno preso in custodia, una frase dettata dalla concitazione del momento. Non solo. Ad ‘aiutare’ indirettamente gli inquirenti sarebbero intervenute una serie di intercettazioni incrociate tra affiliati del Terzo Mondo che potrebbero aver fornito la ‘prova’ della presenza di Di Lauro junior nel covo di Chiaiano. Un effetto domino che ha inaspettatamente portato alla cattura di ‘F4’. Un mosaico che dunque si è composto ben prima che le manette scattassero ai polsi di ‘F4’ da questo pomeriggio non più ‘il fantasma di Secondigliano’.