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Ucciso come un boss, la minaccia dal carcere del ras: ”In caso di denuncia ci sarà una guerra”

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“Se denunciate mia sorella sarà guerra”. Sarebbe questo uno dei retroscena più importanti emersi nella vicenda relativa alla morte di Alessandro Grivano, ucciso la sera del 4 luglio nella zona di Porta Capuana.

L’uomo, un anno fa, aveva avuto una relazione extraconiugale con Immacolata ‘Eliana’ Brunetti, sorella di Manuel ras della ‘paranza dei bambini’. Una relazione terminata in maniera burrascosa come emerge dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Ambrosino all’esito della convalida del fermo della donna.

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Ucciso come un boss, la minaccia dal carcere del ras: ”In caso di denuncia ci sarà una guerra”

Da allora tra la Brunetti e Grivano sarebbero volate minacce, parole grosse con la moglie di Grivano che sarebbe stata anche seguita dalla Brunetti. In un’occasione Ernesto Maddaloni, compagno della Brunetti, si sarebbe recato sotto l’abitazione del ‘rivale’ e non trovandolo avrebbe esploso alcuni colpi di pistola contro le finestre dello stabile.

Un clima di tensione sempre crescente come riportato nelle pagine del provvedimento in cui in un passaggio si evidenzia come dal carcere, Manuel Brunetti, fratello di Eliana, avrebbe minacciato serie conseguenze in caso di eventuale denuncia: ”Ci sarà una guerra”. Nelle scorse ore si è costituito in Questura proprio Ernesto Maddaloni, il 32enne indicato come l’esecutore materiale dell’omicidio. L’uomo si è presentato presso gli uffici di via Medina accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Leopoldo Perone e Simone Grossi, poche ore dopo il provvedimento del giudice che in sede di convalida del fermo aveva disposto il carcere per Eliana Brunetti, la donna che era in sua compagnia.

Secondo la ricostruzione, la donna era presente su uno scooter mentre Maddaloni avrebbe esploso almeno due colpi di pistola nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 luglio scorsi, uno dei quali andato a segno, uccidendo Grivano. Al lavoro ci sono gli investigatori della Squadra Mobile, agli ordini del dirigente Mario Grassia, coordinati dalla settima sezione della Procura di Napoli, procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e sostituto Stella Castaldo.

Ucciso come un boss a Porta Capuana, anche il sicario si costituisce

 

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