Da settimane, l’ospedale Vincenzo Monaldi di Napoli è finito nel mirino di parte dell’opinione pubblica per la tragedia del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e mezzo morto per un trapianto di cuore mal riuscito. Qualcuno avrebbe mostrato reticenza a farsi operare nel nosocomio dell’Azienda dei Colli dopo l’accaduto, pronto a dimenticare le eccellenze pur presenti al Monaldi. A questa pioggia di critiche agli indirizzi dell’ospedale di via Leonardo Bianchi vuole opporsi Luca Manco, 51enne napoletano affetto da una rara patologia, una cardiomiopatia aritmogena che, sottolinea, «ha colpito soltanto la mia famiglia. Un caso unico». La malattia di cui soffre Manco compromette non solo le funzionalità cardiache ma anche quelle neurologiche. La patologia ha colpito e ucciso suo padre, alcuni suoi zii, e un suo cugino. A combatterla sono anche tre fratelli di Luca. «Ma il Monaldi resta un’eccellenza. Io sono stato trattato benissimo e le cure stanno funzionando».
Non colpevolizzare il Monaldi
Da quando nel 2018 ha scoperto la malattia, Luca Manco è stato in cura sotto l’aspetto cardiaco prima all’ospedale Maugeri di Pavia e poi al Monaldi. «Per continuare a vivere – spiega – era necessario un trapianto di cuore. Mi sono rivolto proprio al Monaldi dove sono stato trattato con professionalità dai medici che hanno seguito il mio caso. Il tempo si stava assottigliando e a marzo del 2025 ho avuto ben tre arresti cardiaci. Mi salvai grazie a un defibrillatore che avevo a casa Da allora mi sono messo in lista di attesa e poco dopo si è trovato un nuovo cuore con me. L’operazione, fortunatamente è andata bene e l’equipe che ha eseguito l’intervento si è mostrata super professionale».
L’appello di Luca
Con questa testimonianza Luca vuole sottolineare, dopo settimane di feroci parole di stigmatizzazione dell’ospedale Monaldi, «le qualità del Monaldi. Rivolgo un appello: L’ospedale ha numero alti di trapianti ben riusciti e a chi attende un trapianto chiedo di avere fiducia nei medici che non sono coinvolti nell’orrore assistito. Sul caso orribile del piccolo Domenico la magistratura farà il suo corso appurando le eventuali responsabilità, ma i medici del Monaldi che ho incontrato sul mio cammino sono stati bravissimi».
Le attuali difficoltà
Ma il percorso di Luca verso il recupero totale del suo stato di salute prosegue. «La cardiomiopatia aritmogena colpisce anche dal punto di vista neurologico». Infatti, dice, «ho spesso i crampi alle gambe sia quando cammino che quando sono seduto. La battaglia è continua e attualmente sono seguito oltre che dal Monaldi anche dal Mondini di Pavia. La terapia è massimale ma non si può guarire. Il mio caso è finito in una pubblicazione scientifica, nel 2023, tradotta in vario lingue e fatto oggetto di studio al Politecnico di Milano. Nonostante tutto, però, mi fido dei medici».


