Movida selvaggia e assembramenti a Napoli: agenti colpiti con calci e pugni

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Movida a Napoli. Immagine di repertorio

Bilancio chiaro-scuro per il primo fine settimana con minori restrizioni dopo il lockdown per il coronavirus a Napoli. Assembramenti, aggressioni e violazioni registrate in molti punti ‘clou’ della movida napoletana. Durante i controlli nei luoghi della movida, nel quartiere Vomero, sono stati aggrediti due vigili urbani in via Aniello Falcone.

E’ successo la scorsa sera, nel quartiere collinare della città, quando un 35enne ha reagito al controllo della Polizia Municipale. Alla richiesta dei documenti, a quanto riporta Il Mattino, il giovane avrebbe risposto così, in maniera contrariata, scagliandosi con calci e pugni contro gli agenti. Mentre, sempre nella serata di ieri, si sono registrati numerosi assembramenti nelle vie della movida napoletana, dai baretti di Chiaia passando per il centro storico, fino alla zona collinare in via Aniello Falcone al Vomero, dove si è registrata l’aggressione.

Assembramenti sono stati registrati in molti punti noti della movida in città e numerosi sono stati gli interventi della polizia municipale. Tante le telefonate al centralino da parte dei residenti, preoccupati e indignati per il mancato rispetto delle indicazioni di medici e istituzioni.

DE LUCA CONTRO LA MOVIDA SELVAGGIA DEI BARETTI

“Teniamo bloccata la movida, chiusura dei baretti alle 23 di sera. Dobbiamo cancellare l’abitudine di rincretinirsi con droga e superalcolici. Ci sono stati casi di ragazzini di 13 anni. Abbiamo tanti gestori di baretti onesti ma abbiamo visto crescere la quantità di gestori senza scrupoli” ha ammonito De LucaMercoledì ha firmato un’ordinanza che regolamenta l’orario di chiusura dei baretti. Le attività di vendita dovranno cessare entro le ore 23 per bar, baretti ́ vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi e venditori ambulanti di bibite. Per gli altri esercizi pubblici di ristorazione, che possono restare aperti oltre le undici di sera, è obbligatorio svolgere il servizio al tavolo per assicurare il necessario distanziamento fra i clienti. Invece potranno vendere d’asporto e a domicilio.